Resti di tempio di 40 mila anni fa sulla montagna sacra di Har Karkom
Redazione Archaeogate, 07-03-2005 -
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Notizia ANSA
I resti di un tempio, o meglio un luogo rituale di culto, risalenti a 40 mila anni fa, sono stati scoperti sull'altopiano Har Karkom, un plateau di 850 metri sul livello del mare che, secondo molti studiosi, sarebbe il vero monte Sinai della tradizione biblica e che si trova a nord dell'omonima penisola, tra le citta' Eilat e Mizperamon.
Ai piedi sono inoltre stati trovati segni di accampamenti risalenti alle ipotetiche date dell'esodo degli ebrei dall'Egitto.
La scoperta e' stata fatta nel corso della spedizione archeologica italiana nel Sinai e nel deserto del Negev, diretta dal professor Emmanuel Anati, fondatore e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici, che ha sede in Valcamonica, in provincia di Brescia, e che e' stato docente di preistoria all'universita' di Tel Aviv e di Paletnologia all'universita' di Lecce. Anati, che da 24 anni svolge ricerche nella zona a nord del Sinai e nel deserto del Negev, illustrera' le sue recenti scoperte mercoledi' prossimo, 2 marzo, alla 10,30 a Livorno, nella Biblioteca Labronica, in occasione della Conferenza Enriques 2005.
I resti individuati sul Har Karkom risultano ad oggi, secondo il professor Anati, quelli del tempio piu' antico del mondo. Si tratta di una serie di monoliti antropomorfi, una quarantina in tutto, sistemati in un avvallamento, invisibile dal basso, e sull'orlo di un precipizio. "Appare come un vero e proprio luogo di culto risalente al periodo di passaggio tra il paleolitico medio e quello superiore - spiega il professor Anati - che attesta l'antichissima sacralita' del luogo posto lungo il percorso migratorio tra l'Africa e l'Asia"
Lungo tutto l'altopiano ci sono tracce di templi anche di epoche successive ed ai piedi del rilievo la spedizione del professor Anati ha trovato tracce di accampamenti umani risalenti al periodo indicato dalla tradizione biblica come quello dell' uscita degli ebrei dall' Egitto sotto la guida della mitica figura di Mose'. Sono stati scoperti fondi di capanne in pietra e fondi scavati nel terreno. "Le tracce - spiega il professore - indicano almeno 120 accampamenti capaci di ospitare diverse migliaia di persone". Il fatto che questi siano stati trovati ai piedi del rilievo e che, invece, i templi si trovassero sulla sommita' fa inoltre pensare ad una netta divisione dei ruoli in quelle antiche societa' che riservavano quello sacro solo ad una ristretta cerchia di iniziati ammessi a salire sulla montagna sacra. Tutto cio' confermerebbe la narrazione biblica che parla di un solo uomo, Mose', autorizzato a salire sul monte.
"Le nuove scoperte - spiega Anati, che si riserva di scoprire tutte le carte in occasione della conferenza di Livorno - rimettono inoltre in discussione le date ipotetiche dell'esodo degli ebrei dall'Egitto che potrebbe risalire ad un'epoca precedente".
La convinzione che il vero Monte Sinai della tradizione biblica sia in realta' lo Har Karkom non e' solo di Emmanuel Anati, ma e' condivisa da molti altri studiosi. "L'indicazione di quello dove sorge il santuario di Santa Caterina come il Monte Sinai sul quale sali' Mose' - spiega Anati - fu assunta in epoca bizantina, trecentocinquanta anni dopo Cristo e molto probabilmente questo accade solo perche' era la montagna piu' alta della zona".
Maggiori informazioni su: http://www.har-karkom.com
Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:
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