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| La collezione di tessuti copti "Antonio Ratti" - a cura della Dott.ssa Franca Angonoa GilardiSommario
Lo studioAll'epoca era idea generale che lo studio dei tessili fosse stato, per lungo tempo, oggetto di modesta considerazione da parte degli studiosi i quali avevano ad esso dedicato, salvo rare eccezioni, indagini limitate e di dubbia qualità scientifica. Un atteggiamento al quale si era cercato porre rimedio, dato il crescente interesse critico, collezionistico e progettuale, solo a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Cio' nonostante si era dovuto attendere la metà seconda del XX secolo e la presenza delle prestigiose organizzazioni pubbliche[3] e private[4] per vedere applicato, al settore, un vero e proprio metodo scientifico d'indagine. Attraverso questo, sul finire del secolo, si era giunti al rinnovamento del precedente substrato nozionistico attraverso una rilettura, sempre più completa, dei dati tecnici, economici e sociali in esso attivi. Un movimento in continua crescita, grazie alle ormai stabili relazioni di scambio documentale e formativo. Comunque, per quanto "interessante e soprendente", il processo denunciava, ancora, rilevanti tare di natura strutturale ed organizzativa. Sorprendenti, per quanto fondamentali nei processi d'approfondimento, le assenze di un lessico e di un codice operativo (da tutti) condivisi. Argomenti sui quali, negli anni novanta, il dibattito era vivace ma lungi dal configurare un "reale" punto d'accordo. Non avendo peso decisivo in merito si ritenne quindi opportuno procedere su piani paralleli: soddisfacendo le necessità interne (amministrative e gestionali) e predisponendo un sistema operativo duttile. Una "griglia" di dati, in seguito, facilmente integrabile in ogni possibile pianificazione generale. Conseguente alle scelte ora illustrate fu l'adozione, rigorosa ed intransigente, dei criteri "tipici" dell'indagine scientifica[5]. Note[3] Il 1852 è l'anno di creazione del "South Kensington Muesum" di Londra (successivamente denominato "Victoria and Albert Museum") seguito, nel 1864, dal "Musée des Tissus de Lyon". Museo presso il quale, dal 1954, ha sede il "CIETA", ovvero il primo centro internazionale di studio dei tessili antichi. Dal 1985, il museo è dotato di un autonomo laboratorio. [4] Werner Abegg (Zurigo 9.12.1903), figlio di Carl e di Margaret Daniels, frequentò la scuola industriale di Zurigo e, dopo un tirocinio nello stabilimento paterno a Perosa (Piemonte), nel 1924 assunse la direzione delle aziende tessili dello zio August nell'Italia settentrionale. L'avvento del fascismo e dalla crisi economica mondiale lo costrinsero a diversificare la produzione (fabbricazione di manufatti di canapa e di similpelle) e, nel 1947, a vendere l'impresa famigliare che, poco più tardi, fallì. Da sempre collezionista di manufatti tessili antichi nel dicembre del 1961 istituì la sua Fondazione la quale, dal 1967, ha sede stabile nella cittadina di Riggisberg. Nel museo intitolato al suo fondatore è locata una biblioteca specializzata in storia dell'arte (ca. 60.000 volumi) ed un atelier di restauro di fama internazionale. [5] Per ragioni storiche, operative e logistiche la convergenza operativa sopra illustrata è da considerarsi, nella pratica quotidiana, eccezionale. Essa si scontra, in primo luogo, sulla "natura in divenire" dell'attività collezionista ed, in secondo luogo, con i problemi generati dalle necessità dei singoli professionisti impegnati nell'opera di catalogazione. Com'è naturale, ogni singolo individuo ha, per sua natura, interessi specifici che esemplifica, nell'arco del tempo, con ricerche specifiche ed acquisti conseguenti. Tale soddisfazione può avere carattere limitato (raccolta) o evolvere modo specialistico (collezione). In parallelo esistono le cosiddette collezioni "derivate" o "collaterali". Raccolte d'oggetti d'origine diversa, abbinati in epoche successive (collezionismo museale). Oggetti, nella più parte dei casi, privi d'adeguata documentazione: d'origine (autore, condizione e qualità di rinvenimento), d'analisi (fotografica, dimensionale, materica, chimica, tecnica e spettrografica), di manutenzione (elenco degli interventi di restauro con indicazione delle tecniche adottate) e condizione giuridica (acquisizioni e trasferimenti proprietari). Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:
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