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La collezione di tessuti copti "Antonio Ratti" - a cura della Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi

Collezione

Per più di trent'anni il collezionismo d'Antonio Ratti è andato sviluppandosi in modo autonomo e privato, più supporto intellettuale all'attività industriale, che ricerca autonoma fine a se stessa . Solo successivamente, in concomitanza con le prime pubblicazioni ed esperienze espositive, si è fatta largo l'idea di raggruppare i manufatti in una Fondazione ad essi, alla loro conoscenza e divulgazione scientifica, preposta. A tal fine si rese necessario procedere a diverse e successive operazioni.
Raccogliere i documenti in un unico luogo, provvedere al loro restauro ed adeguata catalogazione. Operazioni complesse, non prive di difficoltà: logistico - architettoniche e tecnico scientifiche. Difficoltà che hanno preceduto l'atto giuridico vero e proprio d'istituzione della Fondazione A. Ratti. Del resto, trattandosi di una collezione ricca (frammenti archeologici, tessuti, ricami, trine, nastri, cravatte, scialli, paramenti sacri) e quanto a dimensione complessa (ciascuno dei libri campione comprende 300-400 esemplari tessili), non poteva essere altrimenti. Su tale via, all'inizio degli anni novanta, è stato preso contatto con la dott.ssa Anna Donadoni Roveri Sovrintendete al Museo Egizio di Torino e, in seconda richiesta, con la sottoscritta, su incarico della direttrice dott.ssa Enrichetta Leospo, allora catalogatrice esterna dei manufatti tessili integrante la collezione egizia torinese.

In effetti, si trattava del mio secondo incontro con il Cav. Antonio Ratti.
Il primo era avvenuto alla metà degli anni ottanta quando, con l'allora preside dell'Istituto Statale d'Arte di Torino, informata sull'azione illuminata svolta dal Cav. Ratti per la qualificazione culturale della produzione tessile, mi ero a lui indirizzata per essere consigliata in merito al rinnovamento didattico che il nostro Consiglio d'Istituto, con anticipo sulle sperimentazioni in seguito adottate dal Ministero della Pubblica Istruzione (Progetto Michelangelo e Leonardo), intendeva avviare.

Una esperienza entusiasmante non tanto per la qualità e la quantità dei suggerimenti quanto per la fine critica mossa dal Cav. Ratti alle finalità e all'effettiva attuabilità dei nostri progetti. Naturalmente non tutto quanto dibattuto in quella sede fu, in seguito, realizzato ed adeguatamente registrato dall'istituzione scolastica, cio' nonostante, indubbio fu il suo contributo al rinnovamento disciplinare e didattico.

Fu quindi, con emozione e riconoscenza che cinque anni dopo, nella duplice veste d'Egittologa e storica del Costume, ebbi modo di riaccostarmi all'uomo e alla sua opera.
In quell'occasione ci fu proposto un doppio incarico: in primo luogo attuare una valutazione critica di tutta la documentazione esistente (documentale e di restauro) e, successivamente, predisporre una "schedatura" inglobante, in modo uniforme ed organico, il vecchio al nuovo forrnendo, ai diversi problemi, la risposta più esauriente possibile.

L'idea non era nuova né, tanto meno, esclusiva del collezionismo imprenditoriale privato.
Molto più semplicente essa s'inquadrava nel sentimento allora diffuso di partecipare, seppur in modo individuale, ad un progetto di portata nazionale che, all'epoca, si proponeva la realizzazione di un « inventario generale » di tutti i beni presenti sul territorio nazionale. Una banca dati alla quale sarebbe stato possibile attingere, nei tempi e nei modi utili, ai successivi lavori d'indagine e di approfondimento. Un supporto al quale s'affidava in primo luogo il compito, una volta connesso con la rete internazionale, di concorre all'approfondimento dei cosidetti settori negletti: ovvero di tutti i beni artistici i quali, essendo per loro natura e vicenda storica privi di supporto documentale diretto, necessitavano d'esame comparato e raffronto visivo. Tra questi: il tessile.

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Il Cav. Antonio Ratti e la  Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi  fotografati in occasione della Mostra "Qibti Tessuti Copti" tenutasi a Como in aprile 1996.
Il Cav. Antonio Ratti e la Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi fotografati in occasione della Mostra "Qibti Tessuti Copti" tenutasi a Como in aprile 1996.

La collezione di tessuti copti "Antonio Ratti" - a cura della Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi

Fotografia 1
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Fotografia 2
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