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La fine del Nuovo Regno - di Karl Jansen-Winkeln

Sulla cronologia della XXI Dinastia

Si è già brevemente considerato sopra, che le date 5 o 6 trasmesse in modo coerente con Herihor meglio come i suoi originali "anni di governo" sono da interpretare. Questo bisogna sicuramente di una approfondita motivazione.
C'è da lungo tempo in egittologia una specie di dogma che i Sommi Sacerdoti tebani della XXI dinastia non abbiano annoverato nessun "originale" anno di governo, un dogma, perché ciò solo raramente è stato motivato[98]. Un successivo motivo si può produrre da ciò:

1) Non c'é nessuna data riferita espressamente al Sommo Sacerdote (per esempio con n o con hr)[99].

2) Ma c'è - nella seconda metà della XXI dinastia - una data riferita esplicitamente al re; TIP § 379 e seguenti, Nr.54; 56,73-4; 77; 82-84; in parte con una complementare menzione del Sommo Sacerdote (Nr.73 cfr. anche 53), per la quale è chiaro che durante il faraone, non durante il Sommo Sacerdote é stata apposta la data.

3) Dunque queste prove provengono proprio dal tempo dove il sunnominato Sommo Sacerdote non aveva rivendicato nessun titolo e nessun attributo reale, si potrebbe pensare che dopo di lui questo fosse diverso. In compenso d'altro canto quanto segue è contrario alla datazione del Sommo Sacerdote[100].
Lo stesso Painedjem I, il "più reale" di loro, non include nessun proprio anno di regno: c'è una serie di date per gli anni 1-15 (in parte) con Painedjem come Sommo Sacerdote (TIP § 381-2). Nell'anno 16 proprio compare suo figlio Masaharta come Sommo Sacerdote e Painedjem come faraone (ibid., § 383,27).

In conclusione: Painedjem si é aggiunto tra queste due date il titolo di faraone, ma non ha iniziato nessuna nuova numerazione, poiché già altrimenti anno 1 al posto di anno 16 si sarebbe dovuto chiamare. Oltre a ciò il faraone Painedjem ancora in un anno 8 è attestato, che perciò dovrebbe richiamare l'attenzione su un cambiamento di governo in Tanis, non in Tebe.
Ma c'è perciò anche un solo altro fatto che fa pensare ad un'altra soluzione.

1) Si ha una sorta di distribuzione complementare:
quei Sommi Sacerdoti, che (talvolta) portano il titolo reale, sono Herihor, Pajnedjem e Mencheperre. Durante la loro durata in carica non è attestato in Tebe rispettivamente in Alto Egitto neppure un documento ufficiale del re tinita, tutto diversamente come nella seconda metà della dinastia:
- di Smendes è documentato[101] a Karnak (molto verosimilmente ad ogni modo) un graffito, come non fosse un documento ufficiale. La stele di roccia presso Dababia[102] (a Sud di Tebe) si potrebbe naturalmente così interpretare, ma ciò non è in nessun modo necessario. E' comunque incontestabile che tra i re taniti e i Sommi Sacerdoti tebani non esiste nessun contrasto politico di principio, ma più probabilmente un'amichevole e familiare relazione, perché dunque Smendes non dovrebbe disporre nessun aiuto per una restaurazione, quando inoltre era in grado di farlo? Ciò ancora lungamente può non far capire, che anche attraverso di lui è stato datato.
La stele rupestre sembra allora anche (la struttura del testo poi, anche se manca più di metà) non contenere alcuna data, anche se si potrebbe ottenere ciò in ogni caso attraverso una iscrizione simile!
Di Jmn-m-njswt in Alto Egitto non c'è niente di attestato, cosa che al cospetto del suo molto probabilmente molto corto tempo di reggenza comunque non è straordinario.
- Ma altrettanto poco è dimostrato da Psusennes, e ciò è già considerevolmente importante: per un certo lungo tempo di reggenza, come è quello che gli si assegna, si potrebbe anche in ogni caso qualche altro documento aspettarsi.
- Con Amenemope cambia improvvisamente il quadro. Da lui in poi sono tutti i faraoni taniti in Tebe ben testimoniati[103], sebbene tutti hanno governato considerevolmente brevemente come per esempio Smendes o Psusenné. Nel contempo i Sommi Sacerdoti di Tebe in carica nel loro tempo non reclamano più nessuna dignità reale. Ciò vale per lo meno per Painedjem. Lo scabroso problema Psusenné II/III bisogna qui (come temporaneamente insolubile) lasciare stralciato.

Si può dunque - come alternativa al sistema di datazione che è durato fino ad ora - prendere in considerazione la seguente possibilità: Nella prima metà della XXI dinastia attraverso il Sommo Sacerdote in Tebe, la reclamata dignità reale, viene datata, ciò é per Herihor, Painedjem I e Menkheperra[104], attraverso la morte di Menkheperra, la fine del tempo del quale approssimativamente con l'inizio della reggenza di Amenemope coincide (vedi sotto) ma attraverso il faraone in Tanis (dove, come già detto, la caduta di Psusenné II/III é incerta e qui non é stata considerata oltre).
Il famoso brandello di stoffa con un anno 49[105] è senza dubbio con Kitchen[106] come doppia datazione da considerare. Ma io dovrei ciò spostare in avanti all'[anno X] del faraone Amenemope; all'anno 49 [del Sommo Sacerdote Menkheperra] da far corrispondere. Per una coregenza Psusenné I/Amenemope non c'é, come in generale per le coreggenze della XXI dinastia, nessun evidente punto di sostegno[107], ma bene per la contemporaneità della fine del periodo di carica di Menkheperra con l'inizio della reggenza di Amenemope ed ugualmente per l'anno di reggenza di Menkheperra, confronta TIP § 388, 51 = ASAE 8,1907,30[105]: dalla stessa mummia un volume del 48 anno del (!) Sommo Sacerdote e un volume dell'anno 1, 4. ht, 1, ciò (con Kitchen) solo ad Amenemope può essere attribuito. In questo modo è inutile postulare una coreggenza sulla doppia datazione.

Questa alternativa ha i seguenti vantaggi:
La su elaborata complementarità - durante il tempo della carica del "reale" Sommo Sacerdote non ci sono evidentemente documenti ufficiali e nessuna data con il nome del contemporaneo re tanita, sotto il "non reale" Painedjem II, al contrario tutta una serie di testimonianze e date di questo faraone - si dovrebbe spiegare così, ugualmente l'anno 48 di Menkheperra. Che oltre questa non esiste nessuna ulteriore data riferita esplicitamente al Sommo Sacerdote, si potrebbe spiegare con ciò, che i Sommi Sacerdoti, anche quando contano l'anno di reggenza, non come reali faraoni sono stati considerati (o loro stessi così hanno visto), Anche una data potrebbe avere un particolare fondamento (vedi sotto). Se si accetta questa alternativa, si potrebbe tutte le date nelle quali Painedjem I (come faraone o come Sommo Sacerdote) compare[108] a questo tempo di incarico riferire[109]. L'unica obiezione contraria sarebbe che Painedjem I, nel suo ottavo anno come faraone appare, nell'anno dodicesimo o tredicesimo di nuovo al contrario come Sommo Sacerdote[110]. Ciò sarebbe sorprendente ma soltanto dopo, ammesso che realmente ci sia uno sviluppo temporale: Painedjem I era in primo luogo Sommo Sacerdote, poi assume l'incarico suo figlio Masaharta e Painedjem fu faraone. Ma ciò è già per questo non convincente, perché Pajnedjem anche allora, dove egli é chiaramente Sommo Sacerdote, chiaramente gli attributi reali assume[111]. Anche durante il Sommo Sacerdote Menkheperra[112] non c'é nessuna evoluzione da Sommo Sacerdote a faraone da ravvisare: il suo nome non fu in nessun modo raramente nel cartiglio iscritto[113], ma anche nelle iscrizioni dell'anno 48, dunque della fine della sua durata della carica, fu egli solamente come Sommo Sacerdote menzionato. Qualche segno sulla scelta degli attributi faraonici un papiro rappresentava, ma per alcuni così si può il percorso dei titoli faraonici non per ciò sfruttare, noi non sappiamo ordinare le iscrizioni da un punto di vista cronologico.

L'affermazione di Young[114], la testimonianza sul faraone Painedjem I, da un anno ottavo sarebbe da accostare a causa del manoscritto con la testimonianza sul Sommo Sacerdote Menkheperra dall'anno 6 e 7, è del tutto infondata, vedi Wente, JNES 26, 169, n. 115.
Il passaggio dall'anno 15 all'anno 16 di Painedjem significa soltanto quindi che egli allora ha consegnato la carica di Sommo Sacerdote a suo figlio Masaharta e di lì durante l'anno 15 ancora soltanto come faraone potrebbe apparire non più come Sommo Sacerdote, ma non che egli non già prima era "faraone".

In modo conseguente dovrebbero entrambe le prime date sulla "Stele degli esiliati" (riga 1; 4: ogni volta anno 25) a Painedjem essere state riferite. Così sulla riga 4 é conforme chiaramente al punto, dove Amone (sulla morte di Masaharta) il Menkheperra come Sommo Sacerdote elegge. Nella riga 8 é poi con sicurezza una data più bassa da restaurare[115], che quindi all'inizio della durata della carica di Mencheperre doveva cadere. Poi il descritto oracolo di Amon riguardo al richiamo degli esiliati è stata una sorta di amnistia[116] come è già tipico per l'inizio di una nuova reggenza. Tra queste date, l'anno 25 e l'anno 10 di Menkheperra (probabilmente molto brevemente verso l'anno 25) dovrebbe trovarsi la morte di Painedjem e con ciò l'inizio di una nuova datazione attraverso Menkheperra. Dei quattro primi Sommi Sacerdoti della XXI dinastia dunque solamente Masaharta non avrebbe contato nessun proprio anno di reggenza, perché la durata della sua carica cadrebbe completamente nel periodo di reggenza di Pajnedjem I.
Un problema rimane ora ancora il Sommo Sacerdote Ns-b3-nb-Ddt. C'é una volta documentato a Tebe come Sommo Sacerdote, ed è, come Painedjem II, un figlio di Mankheperra. Qui Painedjem II ancora sotto Siamun testimoniato, dovrebbe Ns-b3-nb-Ddt prima di lui avere fatto le funzioni, dunque essere il diretto successore di Mencheperre. Inoltre c'é testimoniato un Sommo Sacerdote Ns-b3-nb-Ddt su dei bracciali nella tomba di Psusenne in Tani. Se il tebano e il tanita Ns-b3-nb-Ddt sono la stessa persona, ma sarebbe la summenzionata ipotesi apparentemente non concepibile, le datazioni negli anni 48 e 49 come datazioni del Sommo Sacerdote Mencheperre sarebbero da comprendere, se poi Menkheperra ancora nel primo o nel secondo anno di Amenemope era Sommo Sacerdote, avrebbe Ns-b3 -nb-Ddt presso la sepoltura di Psusenné non come tale aver motivo di comparire, se si tratta della stessa persona.
Una via d'uscita da questo dilemma ha trovato Niwinski[119]: si può trattare proprio della stessa persona, ma al tempo della sepoltura di Psusenné è Ns-b3-nb-Ddt Sommo Sacerdote di Amon in Tani, ed evidentemente appena più tardi (per un sicuramente non molto breve tempo) in Tebe. Se anche i conflitti, che accenna Niwinski[120], non sono da documentare, si potrebbe in questo tempo veramente ai fatti risolutivi essere pervenuti.

Con l'ascesa al trono di Amenemope é già congiunto - per le qui raccomandate interpretazioni -un cambiamento nel sistema di datazione, che sicuramente avrebbe avuto una causa aggravante. Si può presumere, che il dato, che nell'anno 48 di Menkheperra, come probabilmente nel primo anno di Amenemope[121], per la prima volta una data fu riferita espressamente ad un Sommo Sacerdote, di questo cambiamento é una conseguenza; era necesario giustamente per la prima volta, di dire chiaramente ciò, a che cosa fa riferimento la data.

Quale conseguenza avrebbe un tale sistema di date ora per la cronologia assoluta? In primo luogo si avrebbero solo per i faraoni taniti da Amenemope date da fonti contemporanee, bisognerebbe dunque solo fino a quel momento la datazione del Sommo Sacerdote calcolare; si può le date di Manetone per Smende, Neferkhera e Psusenné dunque ignorare. La somma si presenta nel modo seguente: per Psusenne II/III sono documentati 13 anni, questo dunque sarebbe accettabile, calcolare i 14 anni secondo Manetone (Africano). Per Osochor 2 (ma anche qui sarebbe da preferire certamente la cifra di 6 anni di Manetone) e per Amenemope 10[122]. Per il Sommo Sacerdote Mencheperre sono certamente 47 anni da computare[123], per Painedjem appena più di 25 anni (stele degli esiliati, vedi sopra). Per Herihor è documentato come più alto un anno 6. Ha per la difficoltà sopra menzionata, che nell'anno 5 una spedizione fu disposta per andare a prendere legno per la barca di Amon, a questa spedizione (come riuscita) si allude in una decorazione del tempio di Khonsu, si dovrebbero assegnare ad Herihor come minimo 10 anni. Ne consegue dunque che 14+17+6+10+47+25+10 = 129 Deriva che in tutta la versione di Manetone all'unanimità sono documentati una cifra totale di 130 anni per 21 dinastie, vicine in modo strabiliante. Quando si prende ora come verifica le cifre di Manetone per Smendes, Psusenné e Neferkhera (comandanti insieme ai Sommi Sacerdoti) con le date dei faraoni da Amenemope, ne derivano (mai secondo la versione) 118 rispettivamente 123 anni. Questo non deve essere in ogni caso assolutamente una contraddizione, perché non é in nessuna maniera sicuro, se Smendes al tempo stesso con Herihor ha incominciato, di contare anni di governo. C'era, come alcuni pensano, il figlio di Herihor, sarebbe persino probabile, che alcuni suoi pagamenti dopo Herihor collocava.

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Note

[98] V. Mapero, Momies Royales, p. 723 e seguenti; Young, JARCE 2, 1963, 101-4; TIP § 23, n, 112; § 62. Cfr. anche la rigorosa posizione di Kees, Sommo Sacerdote, p. 52 e oltre.

[99] Cioè ce ne é una, che ma è stata ignorata o male interpretata, vedi da ultimo TIP , § 435; 501.

[100] V. TIP § 23, n. 112; § 62.

[101] V. TIP § 214, n. 65.

[102] V. RecTrav 10, 1888, 135-6.

[103] V. TIP § 383 e seguenti.

[104] Su Masaharta vedi oltre.

[105] TIP i 337, 47.

[106] TIP § 29.

[107] Cfr. anche Wente, JNES 26, 1967, 155, n. 4; Murnane, Ancient Egyptian Coregencies (SAOC 40, 1977), p. 186-7; 235.

[108] V. TIP § 381-4; § 386, 40 (-41).

[109] La parte sopra menzionata (Anm. 470) con un anno di Painedjem sulla mummia di Nedjemet dove naturalmente non voler dire per niente, che lei in questo anno 1 morì! Si sono composte le mummie di Painedjem II, dalle parti degli anni 1, 3, 7, 9, sono state riconosciute quelle assegnate Kitchen (TIP § 389) con buona ragione a Siamun; Painedjem II è morto nell'anno 10 come tutti sanno.

[110] V. TIP § 382, 22/25; 386, 40 (-41).

[111] V. Wente, JNES 26, 1967, 163, n. 59, così come Kees, Sommi Sacerdoti, p. 24 Cfr. v. a. la Statua Kairo CS 42191, le iscrizioni sulla base della Sfinge del I Pilone (v. Barguet, Le Temple d'Amon-Re, p. 42), dove il Sommo Sacerdote P. dice " Non c'è nessun faraone, che ha fatto quello che ho fatto io", l'iscrizione sulla base del piccolo tempio di Medinet Habu (LD, Testo, III, 164), nella quale il Sommo Sacerdote P. ntr nfr è conosciuto ed é munito con tutta una serie di epiteti faraonici, il graffito dalla tomba di Ramesse XI (c. Cicarello, in: Brooklyn Museum, Theban Expedition, 1908, cita da Römer [s. o., Anm. 13], p. 581) con il titolo di Sommo Sacerdote come nome di trono e nel secondo cartiglio Painedjem m3' -hrw!

[112] Cfr. TIP § 501.

[113] Dai documenti presso Kitchen, loc. cit. confronta anche ASAE 8, 1907, 22, Nr. 11. Qui è per questo degno di nota, che su una e sulla stessa mummia il suo nome una volta con il cartiglio e una volta senza è scritto.

[114] JARCE 2, 1963, 102.

[115] V. anche Beckerath, RdE 20, 1968, 33, con n. 2.

[116] Di Menkheperra, che già anche aveva il corso dell'oracolo attraverso la sua domanda Amon.

[119] JARCE 16, 1979, 59-60; Sarcofagi, § 43.

[120] Sarcofagi, p. 51 e sopra.

[121] V. Niwinski, Sarcofagi, p. 48 (2).

[122] Non sicuramente, v. TIP § 388, 55: se il documento a Siamun appartiene, si potrebbe adottare per lo meno il nono anno di Manetone.

[123] Se é il primo anno di Amenemope = 48anno di Menkheperra, così anche Anm. 121.