| Un metodo di datazione delle stele del Medio Regno - di O.D.BerlevRedazione Archaeogate, 12-01-2005 Pag. 4 di 6  LA PREGHIERAApri la galleria di immagini Prima della XII dinastia ai visitatori dei templi e delle necropoli era chiesto di portare sacrifici o di compiere una libagione (Torino 1447; BM 152; CM 20003; Naga ed-Deir 37, 55, 83). Se il passante non aveva niente "in mano" erano pronti ad accontentarsi di un semplice augurio di bene (vedi esempi P., § 83). Durante la XII dinastia e successivamente tali preghiere non sono attestate (non si sa bene come interpretare l'iscrizione sulla stela Torino 276 "che voi compierete... 1000 di pane..."). Ora non si accontentano più del buon augurio del passante al defunto. Cercan di convincere il passante che è facile e salutare per lui. La preghiera comincia sempre con le parole "dd. tn" "voi diciate" (le varianti sono "dite!", "dica", "dicono" e così via. Questa non sembrerebbe essere una frase importante, ma è estremamente essenziale. J. Polotsky la adoperò per la datazione dei monumenti della XI dinastia, dove la frase è "iw. tn r dd m r. tn" (P.; § 83; Naga ed-Deir 37, 73; CM 20003 è senza "r. tn"; Naga ed-Deir 62, 69, 73, 84; BM 1059; Leiden F 1092/7, 1). Durante la XI dinastia è anche possibile la variante "iw dd. tn" (Torino 1447), che successivamente non si incontra mai. Sulla stela BM 152, datata all'anno 10 del regno di Mentuhotep II, si dice: "dd.tn m r.tn" (cfr. CM 20564 dalla seconda metà del Medio Regno). Dall'inizio della XII dinastia ritroviamo l'espressione usata anche in precedenza: "diciate"[40] (eccezione JEA, 38: "iw. tn gr.t r dd"). L'anomalia è attestata sui monumenti attribuiti al tempo di Amenemhat III: "dd. tn m tp.t-r. tn" (CM 20536, 20538). La presenza di questa espressione su determinate stele fa supporre che sia stata scritta anche sul punto rovinato della stela CM 20539. Nella variante "mj dd. tn m tp.t-r. tn" l'espressione "dd. tn" si incontra sulla stela Leiden V 72, attribuita, grosso modo, al mezzo-fine della XII dinastia. Dalla fine della XII dinastia appare una nuova costruzione: "mj dd. tn". Essa si riscontra spesso durante tutto il Medio Regno a cominciare dal regno di Amenemhat III (Qaw; Berlino 7732; CM 20093; Stuttgart 4; Berlino 7311; BM 204, 223, 239, 240, 271; El-Arabah; Marsiglia 29; Morgan, I, p. 18, N°88; Ny Carlsberg 964; Oxford 1113; Stuttgart 10; CM 20329, 20335, 20530). Per quanto riguarda la stessa preghiera, questa si trova o nel buon augurio ("1000 di pane, di birra, ecc...") o nel profferimento della formula "htp-dj-nsw.t". Se la prima era usata durante tutta l'epoca del Medio Regno, la seconda, invece, si riferisce ad un periodo ben determinato quindi, per quanto ci riguarda, è più interessante. Durante la XI dinastia e all'inizio della XII il defunto chiedeva di pronunciare per lui solo un buon augurio. La formula "htp-dj-nsw.t" non entra a far parte dell'"Appello", quindi rimane separata e di solito lo precede. È vero che a volte i segni FIG.50 [41] si trovano prima del buon augurio, ma questo non si trasforma in nessun modo nella formula "htp-dj-nsw.t". La posizione muta durante il regno di Sesostri III quando, come si è già ripetutamente notato, nella grafia della formula è indicata la rottura con le tradizioni. Da allora nell'"Appello" appare la richiesta del defunto di pronunciare l'intera formula "htp-dj-nsw.t". La formula integrale "htp-dj-nsw.t" si incontra nell'"Appello" sui seguenti monumenti: Ginevra D 50; CM 20773; BM 101, 233; Berlino 7732; CM 20093, 20540; Stuttgart 4; Berlino 7311, 19500; El-Arabah; Morgan, I, p. 13, N°60; El-Aramah; cfr. CM 50569. All'inizio della XII dinastia a volte si chiede di pronunciare solo le parole "htp-dj-nsw.t" (vedi per esempio CM 20014)[42]. Nella seconda metà del Medio Regno la formula non è così laconica e dalla fine della XII dinastia a "htp-dj-nsw.t" era aggiunto il nome di qualche dio (Qaw; CM 20119; BM 223, 239, 471, 504; Calvet 31; Oxford 1113; CM 20335, 20346; cfr. Leiden V 89). L'espressione "pr.t-hrw" è spesso usata in modo indipendente nell'epoca dell'Antico Regno e nella prima metà del Medio. Si sono conservati esempi della X dinastia e di Sesostri I, in cui chiedono nell'"Appello" di pregare presso il dio "pr.t-hrw" (Siût, III, 1, Sirenput); sotto Sesostri I dicono anche: "mi diate pr.t-hrw" (JEA, 38). Durante il regno di Sesostri I e nel periodo seguente chiedon di dire semplicemente "pr.t-hrw" (Morgan, I, p. 17, N°90 bis; BH, I, 24; CM 20348; Louvre c 181). Simili desideri si incontrano anche sui monumenti della fine della XII dinastia (BH, I, 41)[43]. Ancora durante la XI dinastia "pr.t-hrw" ha significato di azione del vivo nei confronti del defunto: "proclamate e compiete la libagione..." (Torino 1447, BM 152)[44]. Il buon augurio così come "htp-dj-nsw.t" include l'elenco di tutte le offerte che il defunto desidererebbe ricevere; quindi è più comodo esaminare insieme ambo le formule. Prima però occorre parlare di alcune parole del buon augurio. Si deve porre l'attenzione sul segno FIG.51, che si incontra nell'espressione: "1000 di pane, di birra, ecc...". Per esempio per i monumenti della XI dinastia è tipica l'espressione "1000 di pane e di birra, 1000 buoi e 1000 uccelli, 1000 di tutte le cose", dove la preposizione "di" si trova solo all'inizio, prima della parola "pane" e alla fine, prima della parola "cose" (Naga ed-Deir 37, 62, 69, 83, 84; BM 1059; CM 20003)[45]. Questa costruzione della frase non si incontra più sui monumenti di epoca posteriore. Anche solo per i monumenti di questo periodo (prima della XII dinastia) sono caratteristici gli augurii di 2000 o 3000 cose (o semplicemente "1000") (Naga ed-Deir 46, TPC, 77). Nei nessi senza preposizione il segno FIG.52 può trovarsi sia davanti al valore determinato (come abbiamo già detto) sia dopo. Occorre notare che la seconda costruzione è usata solo fino al mezzo della XII dinastia (CM 20518; Berlino 1183, Monaco 27, BM 579, 584)[46]. Solo prima del regno di Amenemhat II inseriscono il segno FIG.53 o sopra o sotto il valore (Naga ed-Deir 47, TPC, 77, BM 1059, CM 20606). Esaminiamo gli elementi del buon augurio e la formula "htp-dj-nsw.t". In ambo i casi l'accenno al pane, alla birra, ai buoi, agli uccelli è quasi obbligatorio. Già durante l'epoca dei torbidi dopo l'Antico Regno la parola "pane" qualche volta è scritta con tre segni uniti in un quadrato con il segno della birra: FIG.54 (Naga ed-Deir 69; BM 1059; CM 20003). Solo dal mezzo, ma più precisamente dalla fine, della XII dinastia diventano parti della scrittura, in cui il segno FIG.55 serve da determinativo a tutta l'espressione: "pane e birra, buoi e uccelli". In questo caso si trova sotto i segni FIG.56 (CM 20348; Ginevra D 50; CM 20038, 20683; BM 101; El-Arabah; CM 20540, 20394; Berlino 7311)[47]. Prima della XII dinastia i segni FIG.57 non sono seguiti dal determinativo di pluralità, ma sotto Sesostri I e nei tempi posteriori questo determinativo è scritto sovente. Per la datazione dei monumenti sono molto importanti le parole "alabastro e vesti". "Vesti" di solito si scrive FIG.58; le grafie FIG.59 e FIG.60 sono regolarmente usate prima della XII dinastia (CM 20502; Dendereh, XIII; GMII 1137; CM 20003; Torino 1447; cfr. Louvre C 15). Il segno FIG.61 poteva stare davanti o sopra il segno FIG.62 [48]. Dall'epoca di Sesostri III (ma probabilmente già dal mezzo della XII dinastia) questo segno (in relazione al voler riempire lo spazio vuoto) è scolpito nello spazio tra le righe verticali del geroglifico FIG.63 (Louvre C 181; RT, 19; BM 805; JEA, 14; BM 233; Sinai 118; CM 20093, 20119, Berlino 7311; Firenze 1546; Ny Carlsberg 964; CM 20530). Di solito si trascrive un solo segno FIG.64 per ambo le parole. Solo sui monumenti dell'inizio della XII dinastia e del periodo precedente si incontrano casi del "valore" distinto (Naga ed-Deir 47; TPC, 77; Torino 1447; CM 20539). Dopo le parole "alabastro e vesti" seguono quasi sempre le parole "incenso e unguento". Come dimostrò K. Bennett (B., pp. 79-80) queste parole sono inserite nella formula "htp-dj-nsw.t" sotto Sesostri I. Nell'"Appello" queste parole diventano parte integrante della formula "htp-dj-nsw.t" (ciò accade non prima di Sesostri III). Successivamente queste parole si incontrano anche nel buon augurio (Ginevra D 50; CM 20016, 20119, ecc...; cfr. Mastabat). L'elenco delle offerte di solito si chiude con l'augurio generalizzato "di ogni cosa" (cioè di tutto). Spesso queste parole sono seguite da epiteti. Così prima della XII dinastia desideravano "ogni cosa buona" (Naga ed-Deir 37, 46, 62, 69, 73, 83, 84; BM 1059 e Torino 1447). Un simile uso della parola è attestato anche per la fine della XII dinastia (RT, 19; JEA, 14; Sinai 121). Durante la XI dinastia e sotto Sesostri I si diceva "ogni cosa pura" (CM 20003, Leiden V 2, CM 20515, JEA, 38). L e parole "ogni cosa gradevole" sono note per i monumenti dell'epoca di Sesostri I (CM 20518, 20539). Dall'ultima stela esse furon trascritte dal proprietario della stela 20538 vivente sotto Amenemhat III. Particolarmente spesso si incontra la combinazione "ogni cosa buona e pura" che appare dall'inizio della XII dinastia e si diffonde dal regno di Amenemhat II. L'aggettivo di genere femminile "wcb.t" è riportato anche in questo periodo: FIG.65 (BM 233; Berlino 7732, El-Arabah, Bologna 1903, CM 20540, Berlino 19500, BM 240), in cui si manifesta la volontà (legata alla solita tendenza di economia di spazio sulla stela) di rimepire lo spazio vuoto, collocando segni piccoli in spazi grandi.
Note[40] Si trova la variante "mi diciate" (Louvre C 177, JEA, 15, Bruxelles 91). [41] P. Smither (P.C. Smither, The writing...: JEA 25, 1939, 34-37) trasse un'importante conclusione affermando che la grafia FIG.76 era caratteristica solo per la XIII dinastia e per il periodo posteriore. K. Bennett (B., p. 157) contestò questa conclusione e riportò un esempio attendibile del tempo di Amenemhat III (Sinai 28). È necessario notare che una simile grafia si incontra anche sotto la XII dinastia. Noi conosciamo i seguenti esempi: R. Anthes, Die Felseninschriften von Hatnub, Leipzig 1928, Gr. 50 (Amenemhat II!), Sinai 24 (Amenemhat III) e Sinai 401. L'ultimo monumento, anche se non è datato, non può appartenere ad un periodo posteriore, poiché sul Sinai ci sono monumenti del Medio Regno costruiti dopo la XII dinastia. Non ostante questo il severo giudizio di K. Bennett sull'opera di P. Smither è ingiustificato. È da tener presente che quattro o cinque eccezioni conosciute sono in contraddizione con le centinaia di monumenti che hanno la grafia comune della XII dinastia. Tutte queste eccezioni si trovano nelle iscrizioni scolpite fuori dall'Egitto, dove sicuramente non erano lavorate così zelantemente e da artigiani non così esperti come capitava in Egitto. [42] Spesso "htp-dj-nsw.t" si colloca meccanicamente davanti al buon augurio seguente (però ciò non è significativo per la datazione). [43] La supplica "pr.t-hrw" è registrata anche sui monumenti della VIII dinastia (Morgan, I, p. 177); probabilmente si presenta come una riproduzione di un monumento più antico, poiché dopo Sesostri I un'espressione simile non è attestata. Sulla stela Qaw (fuori dalla formula) il defunto chiede ad Osiri di dargli "pr.t-hrw". [44] A proposito di questa espressione nell'Antico Regno vedi: J.J. Clère, Le fonctionnement grammatical de ,l'expression "pri-hrw" en ancien égyptien: Mélanges Maspero, t. I, fasc. 2, Le Caire 1935-1938, pp. 753 ss.; J.J. Clère, Un nouvel exemple de l'expression "pri-hrw" à la forme "sdmtj.fy": JEA 25 (1939) 216; J.J. Clère, Nouvelles observations sur l'expression "pri-hrw": RdÉ XI (1957) 158-159. [45] Questa frase si incontra su un monumento dell'inizio della XII dinastia. – Saqqara (governo retto da Amenemhat I e Sesostri I). Per la fine della XII dinastia è attestata la variante: "1000 di pane, 1000 di birra, 1000 di buoi, 1000 di uccelli, 1000 di tutte le cose" (Stuttgart 4). [46] Non si hanno esempi della XI dinastia; Dendereh, XII, purtroppo è andato distrutto. [47] Su due stele (una è attribuita al tempo del regno di Amenemhat II e l'altra ad Amenemhat III) il segno FIG.77 è collocato sia sotto i segni che indicano il pane, sia sotto i segni che indicano il toro e l'uccello (CM 20040, 20536; cfr. ASAE, 52). [48] Sono arrivate fino a noi solo le intere scritture dell'epoca dei torbidi (Naga ed-Deir 47; Torino 1447). Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:- Mersa/Wadi Gawasis 2010-2011 Report - by Kathryn A. Bard (Boston University, Boston, MA, USA), Rodolfo Fattovich (University of Naples "L'Orientale," Naples, Italy) - Cheryl Ward (Coastal Carolina University, Conway, SC, USA)
- Report on the Pisa University Archaeological Missions in Fayum,in November and December 2011
- Dra Abu el-Naga 2011. Rapporto preliminare della XI campagna di scavo dell'Università di Pisa - M. Betrò / Preliminary Report of the University of Pisa 11th Field Season, by M. Betrò
allegati (pdf, doc, ...) Scarica la tabella dei monumenti che contengono la formula in .pdf (86 kb)
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