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Un metodo di datazione delle stele del Medio Regno - di O.D.Berlev

ARGOMENTO DELLA PREGHIERA

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L'argomento della preghiera è presente sui monumenti dell'Antico Regno e, più raramente, su quelli del periodo dei torbidi. Durante la XII dinastia, quando l'"Appello" si standardizza sempre di più, la specificazione alle parole "O uomini che vivete sulla terra" comincia a collocarsi nell'argomento della preghiera.

Prima del mezzo della XII dinastia l'argomento della preghiera è ancora molto laconico: di solito è formato da una frase, più raramente da due, però appare già la tendenza a volerlo rendere più esteso (Usermontu,CM 20539). Dall'epoca di Sesostri III tale tendenza si manifesta in modo abbastanza distinto (CM 20683, BM 805, CM 20119, Leiden V 72, CM 20538, ecc.).

Per comodità di confronto qui saranno esaminate separatamente tutte le promesse ai viventi, secondo il loro carattere: l'interesse personale del vivo, il rapporto del vivo con il faraone e con il dio.


a)Interesse personale del vivo
La frase "se voi amate (la variante è comprendete) la vita e dimenticate la morte" si trova sulle stele CM 20539, 20683, 20536, 20538; JEA, 14; CM 20329; Torino 276.

L'espressione "(se voi desiderate) vivere a lungo sulla terra" si incontra sotto Sesostri II (sotto forma di invocazione: BH, I, 24) e all'inizio della dinastia (sull'argomento della preghiera: RT, 3). Prima della fine della XII dinastia non conosciamo altri esempi. Tale espressione comincia ad essere usata costantemente solo dalla fine di questa dinastia (Berlino 7732; CM 20093, 20100, BM 223, 239; Firenze 1546; CM 20030; El-Arabah; Berlin 7311). Allora appare la variante: "se voi desiderate rimanere ai vostri posti" (cfr. Mastabat). Alla fine della XII dinastia, e anche più tardi, questa frase (in ambo le varianti) è unita con altre due: "...che il vostro dio della città vi lodi" e "...che voi trasmettiate (lett. rinunziate alle) le vostre mansioni ai vostri figli" (Berlino 7732; CM 20093; El-Arabah; Stuttgart 4; BM 223, 239; Berlino 7311).

In quella stessa epoca le ultime due frasi sono usate insieme, ma senza la prima (BM 101, 233; Bologna 1903, CM 20540, Ny Carlsberg 1519, BM 504, Leiden F 95/8, 3; Stuttgart 10).

La frase a proposito della trasmissione delle mansioni ai figli a volte supplisce o integra l'altra: "...che i vostri figli rimangano (mn – CM 20538, BM 101; la variante chc significa "stiano", "restino" – BM 805, CM 20119) ai vostri posti.


b)Rapporto del vivo con il faraone
Tale parte dell'argomento della preghiera è particolarmente interessante per lo storico del Medio Regno, poiché è legata alla domanda sul significato del potere regio.

Prima della XII dinastia in genere il faraone non era menzionato nella formula. Ciò si spiega con la situazione storica di quel periodo: dal tempo della caduta della VI dinastia fino all'avvento al trono di Mentuhotep in Egitto non ci fu un faraone abbastanza forte da detenere tutto il potere.

Il faraone è menzionato per la prima volta nella formula scritta sulla tomba del compagno d'armi dio Amenemhat I, Khnumhotep I, il quale si riferisce a "coloro che desiderano essere onorati presso il faraone" (BH, I, 44; cfr. BM 584). Solo dalla XII dinastia appaiono frasi con il carattere di formule[36].

L'espressione "se voi amate il vostro faraone" si trova per la prima volta sulla stela CM 20516 ed è attribuita al periodo in cui il governo era retto da Amenemhat I e Sesostri I (cfr. CM 20518 e 20061), in seguito si trova sulle stele CM 20606 (mezzo-fine della XII dinastia) e CM 20538 e 20458, 20609 (fine della XII dinastia).

La frase "se voi sarete colmati di gentilezze dal faraone" (lett. "sarà gentilmente il vostro cuore nel faraone") si incontra sulle stele della fine della XII dinastia (JEA, 14; CM 20016, 20536, 20538); sulle stele dell'inizio della dinastia si incontra solo due volte (CM 20539; Siût, I, 262-263).

L'espressione "se voi volete che il vostro faraone viva per voi" è usata solo alla fine della XII dinastia (CM 20683, 20538; BM 233).

Su due stele della fine della XII dinastia (BM 101 e CM 20540) si trova l'augurio di essere nelle grazie del faraone (la variante è trasmettere la mansione ai figli).

Queste espressioni sono usate raramente, quindi non possono servire per la datazione. Non ostante ciò costituiscono un prezioso materiale per alcuni aspetti storici.

Dopo la XII dinastia i faraoni non sono quasi più citati nella formula (si possono riportare uno o due casi attribuiti alla XIII dinastia). Però anche durante la XII dinastia non ci si riferisce molto spesso ai faraoni, per lo meno per quanto riguarda l'"Appello" (in tutto si conoscono 16 esempi); bisogna notare che sui monumenti della prima metà della XII dinastia il faraone è menzionato nella formula in cinque casi, mentre sui monumenti della seconda metà in undici (ciò concorda con altre fonti della storia della XII dinastia, che attestano un consolidamento del potere del faraone nella seconda metà della XII dinastia.


c)Rapporto del vivo con ilo dio
La frase "se voi amate Osiri Khentimentiu (e se volete) che ripetiate il compimento delle sue solennità, se voi amate Upuaut il vostro dio dolce di amore, (se volete) che il vostro cuore sia sempre dolce nel faraone, (se voi) amate la vita e dimenticate la morte..."[37] (JEA, 14).

Le iscrizioni su tutte e quattro le stele risalgono certamente ad un originale, che probabilmente è l'iscrizione sulla stela CM 20539. Occorre notare che finora questa unione di frasi è nota solo per le stele datate (l'epoca di Sesostri I, Sesostri III e Amenemhat III)[38].

L'espressione "se amate Upuaut" si incontra solo durante la XII dinastia, in base a ciò che i monumenti permetton di affermare (CM 20539, 20040, 20683; BM 805, 1213; JEA, 14; Louvre C 5; CM 20536, 20538, 20691; RT, 19; CM 20119, 20153, 20401, 20497).

Nell'espressione "(se volete) che Osiri vi lodi", come nella prima variante, l'accenno al nome del dio Khentimentiu offre un certo interesse. J. Spiegel [39] dimostrò che durante la XII dinastia questo nome si trasforma in un epiteto di Osiri. Però nella prima metà della XII dinastia e persino alla sua fine è usato alquanto spesso in modo indipendente (Usermontu, CM 20518, Berlino 1183, Louvre C 172, CM 20046, 20567, BM 805, Louvre C 5, CM 20748).

"Dio cittadino" nelle frasi simili a quella sopra citata, è menzionato per la prima volta sui monumenti dell'Antico Regno, quindi prima dell'inizio della XII dinastia (TPC, 77, in un altro contesto) e nel mezzo della XII dinastia (Leiden V 6 e CM 20061). Però il "dio della città" è citato particolarmente spesso alla fine della XII dinastia e anche nei tempi posteriori (BM 233; CM 20538; Qaw; CM 20119; Berlino 7732; Bologna 1903; CM 20093, 20540; Ny Carlsberg 1539; Stuttgart 4; Berlino 7311; BM 223, 239, 471, 504; Leiden F 95/8; Ny Carlsberg 964; Oxford 1113; Stuttgart 10).

Dal tempo di Amenemhat III questa frasi di solito si lega al desiderio di lasciare le proprie mansioni alla discendenza (escludendo Ny Carlsberg 964, Oxford 1113). Il desiderio di essere "onorati" (im3hi) si incontra solo sui monumenti molto antichi (Torino 1447, BM 152, BH, I, 44). Invece l'aspirazione a "raggiungere l'onore" al contrario appare solo su quelli più tardi (BH, I, 24 e CM 20458).

Il desiderio di accompagnare il dio, il faraone ed altri (Siût, III, 1; Dendereh, XIII; Torino 1447; Leiden V 2; Louvre C 15; BM 584, 1213; Qaw) dopo la XII dinastia non è attestato.

La frase "(se volete" allestire il tempio di Osiri" è attestata solo su Ginevra D 50, CM 20683, BM 805, Leiden V 72 e CM 20119, cioè è usata sotto Sesostri III e, probabilmente, sotto Amenemhat III.

[1]    «    1  |  2  |  3  |  4  |  5    »    [6]

Note

[36] Classificando gli esempi non abbiamo badato alle loro piccole differenze. Per esempio la frase "se desiderate che il vostro faraone viva per voi" è riportata nello stesso gruppo della frase "se desiderate che il vostro faraone viva a lungo".

[37] Questa interpretazione è stata proposta da E. Edel (vedi E. Edel, Beiträge zur ägyptischen Grammatik: ZÄS 84 (1959) 108-109.

[38] Cfr. Usermontu e CM 20683. "Amato di Khentimentiu è colui che …" purtroppo si trova troppo raramente per poterne determinare la datazione. Tutti gli esempi, però, si riferiscono al periodo della XII dinastia (CM 20518, 20061, 20016, 20017).

[39] J. Spiegel, Zum Osiriskult von Abydos im Mittleren Reich: Akten des Vierundzwanzigsten internationalen Orientalisten-kongress München, Wiesbaden 1959, p. 85 ss.