Redazione Archaeogate, 07-02-2004
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I graffiti: opere d'arte preistoriche
Se l'arte è la (capacità di produrre opere sulla base di esperienze tecniche, su attenta osservazione e su una personale attitudine e genialità, alcuni graffiti preistorici possono a tutti gli effetti definirsi opere d'arte.
Un calco realizzato nel uadi Mathendush - lat. 25°.46'.00" long. 12°.10'.20", mostra uno struzzo rinchiuso in un cerchio. Se guardiamo i particolari, notiamo un uomo schematizzato (a destra, in basso) che tiene una fune, probabilmente la parte terminale di una trappola rappresentata dal cerchio. Sul lato sinistro del graffito si intravede un altro struzzo che sta per entrare nel trabocchetto. L'animale rinchiuso è il soggetto più interessante. A prima vista si potrebbe pensare a più struzzi imprigionati. Ma osservando con attenzione, si nota che lo struzzo catturato è uno solo: sono infatti incise soltanto due zampe. Il corpo è rappresentato tre volte e la serie di sei incisioni delle teste e dei colli sono un espediente, un geniale modo di rappresentare i movimenti convulsi dell'animale che si sente prigioniero e cerca di fuggire. Una scomposizione dell'immagine, una ripresa cinematografica rallentala, che permette di evidenziare il comportamento di uno struzzo impaurito. Un espediente usato spesso anche dagli artisti del movimento futurista.