La scrittura del formante tw del passivo nel Medio Regno* - di Alessandro Roccati
Redazione Archaeogate, 15-11-2006
Pag. 5 di 10 
NUOVE INTERPRETAZIONI SUGGERITE DALLA TEORIA ESPOSTA
Gli esigui esempi con t in esito finale nei mss. citati non sono sempre imputabili alla mano dello scriba. In qualche caso una interpretazione differente da quella consueta, preferibile anche sotto l'aspetto grammaticale, può ulteriormente ridurne la lista.
1) Ptahhotep: il verso 394 delle Massime deve esser certamente inteso mrrt.f irrt n.f « ciò che egli desidera è ciò che gli si deve fare », cf. Sin. B 307 mi irrt n smr tp « come (ciò che) si deve fare ad un amico di primo rango »[37].
2) Sinuhe: B 238 rdit iry.i hrw m I33 « mi si lasciò passare ancora un giorno a Iaa », dove rdit è probabilmente un infinito, cf. Pay. B; 3 7-38 sp pw rdit iwt n.i smsw.k « è il caso di mandarmi il tuo servo », e Lesestücke 83, 4 rdit hm.f di.t.i « S.M. volle che fossi posto ecc. », cf. JEA 58 (1972), p. 160.
3) Oasita: B, 36-37 h3 rdit swd3.i ib.k hr p3 hn n mdt « ah, se potessi farti una comunicazione sullo stato delle cose! » rdit è forse infinito, cf. supra la nota a Sin. B 238, con il seguito del discorso dell'Oasita, citato nel medesimo luogo; e Lefebvre, Gram. ég., § 569 b.
4) E. Edel, Altägyptische Grammatik, I, Roma 1955, § 736, vede un uso passivo della forma sdmt.f in dr ms.t(.i) « dopo la mia nascita » (Urk. I 75, 14). In realtà, ammesso che le due forme si distinguessero, si tratta di un passivo in t(j)/t(w), cf. Sin. B 69 dr ms.t.f « dopo la sua nascita », cui corrisponde regolarmente R 93 dr ms.tw.f, togliendo l'ambiguità.
Note
[37] LEFEBVRE, Gram. ég, § 436, che cita Nauf. 147-148; ed ancora, per la frequenza di ìrrt in tal senso, Siut I 278-279. Cf. Coffin T. VI 273 b (G1T).