| Il Catalogo (generale) del Museo Egizio di Torino - a cura di Alessandro RoccatiRedazione Archaeogate, 19-06-2006 - Pag. 1 di 5  Un po' di storiaIl Catalogo (generale) del Museo Egizio di Torino è nato da un suggerimento del prof. Sergio Donadoni, titolare della cattedra di egittologia dell'Università di Roma "La Sapienza" al(l'allora: 1965) soprintendente Ernesto Scamuzzi. Il prof. Giuseppe Botti, al tempo professore fuori ruolo dell'Università di Roma "La Sapienza", aderì con entusiasmo all'idea di redigere il volume inaugurale, al quale lavorava da tempo e per il quale era stato ottenuto un finanziamento di £ 25.000.000 dal CNR per intervento del prof. Carlo Gallavotti. Il catalogo fu suddiviso in due serie, la prima destinata all'edizione di testi unici o insiemi unitari, la seconda alla (ri)pubblicazione di documenti uniti soprattutto dalla stessa tipologia (ma anche da provenienza comune, ecc.) Il primo volume di Giuseppe Botti, L'archivio demotico di Deir el Medineh, fu stampato a Firenze dalla Casa editrice Le Monnier, anche per il fatto che Botti risiedeva in quella città. I volumi successivi, di Roccati (e Tosi), Habachi, Omlin furono invece stampati a Torino, a cura della Tipografia (editrice) Pozzo Gros Monti di Moncalieri, a causa dell'interesse portato ai volumi d'arte dall'allora consulente editoriale prof. Ezio Gribaudo. Questa collaborazione, che fu interrotta dalla successiva crisi editoriale, vide il finanziamento coperto in gran parte dalla casa editrice, anche se questa si valeva soprattutto dei tempi di inerzia delle macchine. I volumi erano stampati in composizione e la grafica era curata da addetti esperti, tra cui merita ricordare il signor Naretto. Successivamente la necessità di affidarsi ad un editore commercialmente inserito condusse a scegliere la Casa editrice milanese "Cisalpino La Goliardica", già edizioni dell'Università Statale di Milano. In questo caso la copertura finanziaria doveva essere assicurata con fondi esterni, devoluti dalla Cassa di Risparmio di Torino e dalla Provincia di Torino (per volontà iniziale del compianto assessore Rava), e non mancò il mecenatismo di qualche studioso, come Luigi Saffirio. Il CNR rifiutò di finanziare, sia pure in piccola parte, gli "ostraca ieratici" di Lopez. Contemporaneamente i soggiorni di ricerca di collaboratori stranieri, come Pestman e Lopez, erano coperti da un contributo del CNR, versato al prof. Silvio Curto nella sua qualità di titolare dell'insegnamento di egittologia presso l'Università di Torino. Con l'andata in quiescenza del prof. Curto (1988) anche questo aiuto venne a cessare. In seguito le attività di Vleeming e Gallo (volumi ancora in corso di allestimento, dal 1998), sono state finanziate da contratti di insegnamento presso l'Università di Torino, dove Gallo è diventato Ricercatore nel 1999. Nel frattempo, per decesso dei titolari, si chiuse la casa editrice "Cisalpino La Goliardica", al posto della quale non fu più possibile trovare alcuna nuova casa editrice disponibile (neanche all'estero) per continuare l'iniziativa, e i depositi librari furono posti in liquidazione. Quindi l'opportunità di ricondurre a Torino i lavori di composizione, affidandoli a tipografie altamente specializzate, che mostrassero un interesse non puramente commerciale, mentre il Museo Egizio si assunse la funzione editoriale, con capacità ristrette per la particolare disciplina finanziaria cui le sue attività sono sottoposte. Si sono così avvicendate le tipografie Montigros e Geda. In questo caso la composizione dei volumi introduce le nuove tecniche editoriali portate dall'uso dei computer. Alcuni volumi (il secondo di Pestman sull'"archivio di Hermias", allestito a Leida in Olanda, quello della Behlmer, sul "De judicio, di Shenute" allestito a Göttingen, in Germania, quelli di Archi sulle tavolette cuneiformi) sono impressi con il procedimento "camera ready"; altri come quelli di Bergamini e di Kákosy sono forniti su supporto informatico (dischetto). Se i primi generan discrepanze dovute a diverse, sebbene consolidate, abitudini editoriali, i secondi pongono una nuova esigenza di assunzione di criteri di "editing" da parte di una squadra editoriale che deve essere addestrata dal Museo Egizio di Torino. Si aggiunge, dal 1995, la creazione di nuove figure scientifiche, i "dottori di ricerca in egittologia", finanziati con borse di studio triennali, che in alcuni casi hanno eseguito i loro elaborati su materiali del Museo Egizio di Torino o di collezioni affini, destinandone automaticamente la pubblicazione alla serie del Catalogo di questa istituzione. In alcuni casi il Dottorato di ricerca ha assegnato un contributo alle spese di stampa. Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:- Mersa/Wadi Gawasis 2010-2011 Report - by Kathryn A. Bard (Boston University, Boston, MA, USA), Rodolfo Fattovich (University of Naples "L'Orientale," Naples, Italy) - Cheryl Ward (Coastal Carolina University, Conway, SC, USA)
- Report on the Pisa University Archaeological Missions in Fayum,in November and December 2011
- Dra Abu el-Naga 2011. Rapporto preliminare della XI campagna di scavo dell'Università di Pisa - M. Betrò / Preliminary Report of the University of Pisa 11th Field Season, by M. Betrò
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