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Lo studioso che ha analizzato il corpo di Tutankhamon collabora al Vatican Mummy Project, per lo studio e la conservazione delle mummie egizie dei Musei Vaticani

Il Reparto per le Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani, diretto dalla dott.ssa Alessia Amenta, ha avviato nel 2006 un progetto di studio e di conservazione della collezione completa di mummie umane, che conta sette individui adulti e due bambini.
La prima mummia a essere indagata, poiché si presentava in evidente stato di deterioramento a causa di un processo di imbalsamazione non accurato, è stata quella di Ni-Maat-Ra, una donna vissuta nel II secolo prima dell'era cristiana — come confermato dall'esame del radiocarbonio — nell'area dell'oasi del Fayyum. Il suo nome si ritrova nella splendida copertura in cartonnage — lino o papiro stuccato e dipinto — policromo, che si compone di una maschera tridimensionale, una copertura di parte delle gambe e due ipopodi; sul corpo era inoltre ancora posizionata una ghirlanda di fiori e boccioli.
Il restauro di Ni-Maat-Ra ha comportato due operazioni assai delicate, quali il capovolgimento della mummia in posizione supina per permettere il risarcimento della grande lacuna sulla schiena, e l'assemblaggio e il riposizionamento di una grande porzione della colonna vertebrale per evitare il collassamento del torace. I risultati di questo lungo e complesso lavoro di équipe sono stati pubblicati in riviste specializzate e presentati a congressi internazionali, riscuotendo un grande favore tra gli esperti del settore.
Al momento prosegue invece lo studio antropologico e si attendono i risultati delle indagini del dna e di eventuali malattie possibili, che sono eseguite da Albert Zink e dal suo istituto.
Il Vatican Mummy Project si avvale della collaborazione del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani, diretto da Ulderico Santamaria, il Laboratorio per il Restauro Marmi e Calchi dei Musei Vaticani, nella figura del restauratore e formatore Andrea Felice,
il paleoantropologo Francesco Mallegni del dipartimento di Biologia dell'università di Pisa, Massimo Masetti del Laboratorio di Entomologia del dipartimento di Biologia dell'università di Pisa, Francesco Danza del dipartimento di Bioimmagini e Scienze Radiologiche del Complesso Integrato Columbus dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l'Istituto per le Mummie e l'Iceman - Eurac di Bolzano, diretto da Albert Zink, la restauratrice dei tessuti Cinzia Oliva e la restauratrice del cartonnage Cristina de' Medici.

Alessia Amenta

In allegato, l'articolo de "L'Osservatore Romano" del 18 febbraio 2010 relativo alle altre scoperte del prof. Zink