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Rapporto preliminare della XVIII Campagna di Scavo della Missione Archeologica dell'Università di Bologna a Kom Umm el-Atl (Fayyum - Egitto)

La discarica BNO 351

Per agevolare la comprensione del quartiere indagato e delimitare meglio i contorni di questo settore urbano periferico, si è deciso di effettuare un saggio sulla duna adiacente l'isolato descritto, posta appena a sud-ovest. La delusione per la mancanza di strutture murarie è stata ampiamente ripagata dalla scoperta di una discarica antica che ha permesso di riportare in luce una quantità notevolissima di ceramica e di vasi interi o poco frammentati, talvolta iscritti. Si tratta di reperti molto coerenti e omogenei sul piano cronologico e tipologico, il cui studio permetterà certamente di giungere a una più approfondita comprensione della cultura materiale di questo centro del Fayyum.
Rinvenimenti: I materiali rinvenuti nelle aree BNO 350 e BNO 351 sono coerenti: possono essere tutti datati alla prima fase Tolemaica. Questo può essere dimostrato prima di tutto dalle anfore: tutti i numerosi frammenti di orli e di anse appartengono alla tipologia AE 1, databile tra il III e il I secolo a.C. Inoltre, in base all'analisi dell'impasto, possiamo affermare che la tipologia sia relativa alla prima fase.
La seconda tipologia di materiale è rappresentata dalle giare, trovate in abbondanze nell'area BNO 351: queste possono essere divise in due categorie, decorate o meno. Gli orli sono tra loro coerenti, e la decorazione è del tipo "a festoni".
Sia nell'area BNO 350 che nell'are BNO 351 sono stati rinvenuti un gran numero di bacini; è stata inoltre individuata una nuova tipologia, caratterizzata da un orlo rientrante. Questa nuova forma ceramica è stata rinvenuta intera nell'area BNO 351, e frammentaria nella BNO 350.
Nell'area BNO 351 sono state individuate anche una serie di ciotole di grande diametro, mentre altre ciotole con lo stesso orlo, per quanto in condizioni frammentarie, provengono da BNO 350. Le due aree hanno restituito la medesima tipologia di tegami e pentole, come del resto un buon numero di pesi da telaio. Una serie di ostraka, per lo più in greco e in numero minore in demotico, provengono da BNO 351.
Si possono inoltre ricordare una serie di unguentari da BNO 350 e BNO 351, e una serie di vasetti di piccole dimensioni, con ogni probabilità miniature.
L'analisi dell'impasto dei materiali ceramici ci posta ad ipotizzare che siano stati tutti prodotti nella prima fase tolemaica. L'impasto è, infatti, caratterizzato dall'abbondante uso di digrassanti vegetali, caratteristica tipica dell'inizio del III secolo a.C. (Fig. 4)

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Fig. 1: Uno dei capitelli rinvenuti nella chiesa BS 500
Fig. 1: Uno dei capitelli rinvenuti nella chiesa BS 500

Fig. 2: Veduta generale dell’edificio BNO 500
Fig. 2: Veduta generale dell’edificio BNO 500

Fig. 3: Pianta degli edifici del quartiere nord-ovest (con indicazione di ciò che è stato scavato nel 1994-1995 e nel 2009)
Fig. 3: Pianta degli edifici del quartiere nord-ovest (con indicazione di ciò che è stato scavato nel 1994-1995 e nel 2009)

Fig. 4: Esempi di ceramica rinvenuta nel ‘Quartiere Nord-Occidentale.
Fig. 4: Esempi di ceramica rinvenuta nel ‘Quartiere Nord-Occidentale.