![]() | ![]() |
| Rapporto preliminare della XVIII Campagna di Scavo della Missione Archeologica dell'Università di Bologna a Kom Umm el-Atl (Fayyum - Egitto)Sommario
IL 'QUARTIERE NORD-OVEST' La casa BNO 350Gran parte della campagna del 2009 è stata impiegata per svolgere alcune indagini alle estreme propaggini nord-occidentali della città, dove era già stato individuato un quartiere abitativo nel corso della vecchie campagne di scavo del 1994-1995, che si sviluppa lungo la strada che conduce alla porta settentrionale della città, dove usciva la via diretta a Menfi. In quella occasione, in particolare, fu riportata in luce un'intera abitazione (casa VIII), impiantata in età tolemaica ma con continuità di vita almeno fino all'epoca romana. Il resto dell'isolato che la accoglieva, tuttavia, era stato riportato in luce solo superficialmente e in maniera incompleta. Per questa ragione si è deciso di svolgere nuove ricerche proprio nella parte meno nota dell'isolato, quella meridionale. Dopo aver asportato il riporto eolico che copriva la superficie della duna sono emersi i resti di alcune staccionate lignee che si addossavano ai resti delle strutture murarie più recenti, in modo da costituire dei recinti. Si tratta probabilmente di ricoveri per il bestiame, che testimoniano comunque le ultime fasi di frequentazione della città prima del definitivo abbandono. Solo questo livello, estremamente superficiale, sono emerse diverse strutture murarie, attribuibili comunque alle ultime fasi di occupazione del sito. Si tratta de vani A e B, in parte di C, e delle strutture affacciate sulla strada che conduceva alla porta settentrionale (molte già note dagli scavi del 1994). Queste strutture murarie risultano impostate sui muri di una casa più antica, posta a una quota inferiore di quasi due metri, di cui è stata riportata in luce un'ampia porzione (vani C, D, E, F, G). Anche questa casa (come la casa VIII, omogenea anche per quote) sembra essere stata impiantata in epoca tolemaica e più volte rimaneggiata, probabilmente sino all'epoca romana. In questa seconda fase di vita l'edifico vide un sensibile innalzamento della quota di calpestio, già ampiamente noto nell'urbanistica di Bakchias, tanto che il primo piano della precedente fase tolemaica fu interrato e divenne accessibile solo dall'alto. Tra i rinvenimenti più notevoli si segnalano i resti di un solaio in legno e materie vegetali ancora in posto e numerosi recipienti di ceramica deposti sui pavimenti Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:
Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento
|
| Supportaci | La Redazione