| Scavi nel Museo Egizio di Torino (VII. TRA I PAPIRI TORINESI) - di Alessandro RoccatiRedazione Archaeogate, 16-06-2006  Quattro anni di incursioni nella papiroteca torinese, tra 1969 e 1974, recarono una messe di scoperte sui documenti geroglifici e ieratici superiori ad ogni aspettativa, soprattutto dopo le ricerche ivi condotte di Alan Henderson Gardiner, Eric Peet, Jaroslav Černý, Georges Posener, Giulio Farina e Giuseppe Botti, venuto a mancare appunto alla fine del 1968, togliendosi così ogni ipoteca per lo studio dei materiali [1]. In seguito i lavori sono ulteriormente proseguiti ad opera, oltre allo scrivente, di Paolo Ronsecco, Joris Borghouts, Dominique Valbelle, Robert Démarée, Jesus Lopez, Giuseppina Lenzo e Sara Demichelis, producendo nuove identificazioni e pubblicazioni tra i numerosi frammenti [2]. Un lavoro di riflessione e revisione ha apportato altresì una messe di risultati, che sono qui integrati alla rassegna edita nell'articolo uscito in Oriens Antiquus XIV (1975) 243-253: a. CGT 54002: lettera dell'Antico Regno (VI dinastia), ricomposta da G. Farina, edita in JEA, 54 (1968), pp. 14-22. Rettifica alla lettura e traduzione in A. Roccati, La littérature historique sous l'Ancien Empire égyptien, Paris 1982, p. 290. b. CGT 54003: testo magico del Medio Regno, opistografo, ricomposto da G. Farina, edito nel 1970 come volume II della Prima Serie del Catalogo Generale. c. CGT 54004: alcuni frustuli di papiro relativi ad una lettera modello del Medio Regno. Trovati il 18.8.1972. d. CGT 54011: duplicato del pAnastasi I, contenente l'Epistola satirica. Ricostituito da R.A. Caminos, in JEA, 44 (1958), pp. 3-4, tavv. II-VII, vi sono stati aggiunti nuovi frammenti il 28.8.1974. e. CGT 54014: resti di una pagina di papiro, scritto solo sul recto, notevoli per la grafia piccola e minuta, che riportano l'introduzione e l'inizio delle Massime di Ptahhotep. Identificati nell'estate del 1972. Editi da P. Vernus. Vi è stato aggiunto successivamente ulteriore frammentino trovato dallo scrivente. f. CGT 54015: resti di pagine successive di papiro, scritte solo sul recto, che si riferiscono ad una intera copia della Storia di Sinuhe. Il frammento principale di questo unico esemplare di Sinuhe posseduto dal Museo corrisponde a B 138-161, ed è stato identificato il 17.4.1973. g. CGT 54016: conserva al recto resti di quattro pagine dell'Insegnamento di un uomo a suo figlio, per cui si veda H.-W. Fischer-Elfert, Die Lehre eines Mannes an seinen Sohn. L'insegnamento era preceduto dall'Inno al Nilo, di cui restano numerosi frammentini. Al verso contiene un calendario dei giorni fasti e nefasti, nel genere di quello del Cairo (n. 86637) e di Londra (P. Sallier IV), ma con pochi parallelismi. La ricostruzione è cominciata nel mese di aprile 1973. Cfr. S. Demichelis, Papiri calendariali del Museo Egizio di Torino: Vic.Or. XI (1998) 103-112. h. CGT 54017: Satira dei Mestieri (= pSallier II 9,5 - 11,5). Identificato l'8.9.1978. i. CGT 54018: come il precedente. Identificato il 14.9.1983. j. CGT 54021 verso: S. Demichelis, Il calendario delle feste di Montu, Serie Prima, vol. X, Torino 2002, include G. Botti, Il culto divino dei faraoni, in RANL 27, IV, Roma 1923, pp. 142-151. Il recto è riportato in KRI VI, pp. 633-636. k. CGT 54031: alcuni frammenti di papiro contenenti un inno ad Ammone, diviso in stanze, in modo analogo all'inno di Leida. Trovati nell'estate 1972. Sul verso si leggono resti di una composizione mitologica, studiata in questo Sito. l. CGT 54042: frammenti (cat. 1818/157+1202) di rituale (passo corrispondente a pBeatty IX rt. 2, 1-3 e p.Cairo 5,10 + pTorino suppl. 10125 rt. 16, 1-5), identificati il 29.7.1974. m. CGT 54043: altro rituale d'offerta (= pCairo 5, 8-9). n. CGT 54044: primi sei episodi del Rituale dell'apertura della bocca (cat. 1938). o. CGT 54052: resti di un papiro di diverse pagine (cat. 2105/3, n. 368), scritto solo sul recto, con nelle prime due, testi paralleli al Grande papiro magico (cat. 1995), striscia della Storia di Iside e Ra (cfr. pBeatty XI). Ad esso appartiene eventualmente la leggenda di Anat (pBeatty VII vs. 7), edita in RdÉ, 24 (1972), pp. 154-159, fuorché essa non faccia parte di CGT 54076. p. CGT 54053: numerosi frammenti aggiunti nel mese di agosto 1969 restituiscono un papiro di sette pagine di un testo totalmente parallelo alla Prima striscia del Grande papiro magico, di cui fornisce il seguito e la conclusione. L'ultima pagina del recto e quella sul verso furono pubblicate in Pleyte-Rossi, Papyrus de Turin, tavv. 23-25. I frammenti recano i nn. Cat. 1964+2049/296+2105/356-375-234-39+2093/167. Gardiner , Onom. II 245*-246* esegue già l'accostamento, senza accorgersi del parallelismo. q. CGT 54054: resti di tre pagine di un testo analogo al precedente (cat. 2106/388+2107/404+SN), ma più frammentario, contenente al verso un'eulogia ramesside. Identificato il 30.7.1969. r. CGT 54055: una porzione di questo papiro (cat. 1942) è edita in Aegyptus, 49 (1969), pp. 5-13, e riporta un passo dal Libro per scacciare un nemico (= pBeatty VIII vs. 4, 8-11). s. CGT 54056: contiene parte di un Libro di protezione, riportato altresì dal pBeatty IX vs. B 12, 12-13, 5. Identificato come il precedente nell'inverno 1969, e pubblicato insieme con esso. Altri frammenti scoperti successivamente, cfr. A. Roccati, Un inno al Sole levante, in ... ir a buscar leña (Studi Lopez), Barcellona 2001, 169-173: p. 169 nota. t. CGT 54057: resti del libro magico che si trova sul verso del pBeatty IX (vs. B 1-17). Ricostruito da molteplici frammenti nel novembre 1973 ed identificato l'11.3.1974 e il 2.8.1975. u. CGT 54058: è la continuazione del pBudapest Inv. n. 51.1961, scritto solo sul recto (2106/384+2107/416+SN), del quale completa la quarta pagina: A. Roccati, La quarta pagina del papiro Budapest Inv. N° 51.1961, in Mélanges offerts à E. Varga, Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts, Supplément 2001, Budapest, 419-421. L'identificazione è avvenuta nel luglio 1969 ed il 13.1.1973. v. CGT 54059: testo molto frammentario analogo al precedente. w. CGT 54060: resti di un Libro di afrodisiaci analogo al pBeatty X, con cui ha in comune una formula. Cfr. A. Roccati, recensione a Leitz, Magical and Medical Papyri: Or. 70 (2001) 193-195. x. CGT 54061: ricette come nel pBeatty VI, rt. 7-8. Notato, come il precedente, nell'estate 1974. y. CGT 54062: esemplare del testo studiato dal Černý in BIFAO, 41 (1942), pp. 118 sq.; il prof. G. Posener comunicò l'esistenza di altra copia inedita presso il Museo di Brooklyn (n. 37.899 L). z. CGT 54063: tre frammenti che si possono riferire ad un testo. Parte del testo è citato in RSO, 47 (1974), p. 154. Forse è lo stesso papiro Ginevra MAH, di cui costituirebbe l'inizio (21.12.1981), cfr. A. Roccati, Un nuovo rotolo magico diviso tra le raccolte di Ginevra e Torino: BSEG 7 (1982) 91-94. aa. Parallelo al Libro della Vacca celeste, identificato da Massart e Borghouts. I papiri di Torino, come quelli di Londra, si possono scindere in due grandi nuclei, amministrativi e letterarii. All'archivio amministrativo si possono assegnare anche quei documenti straordinarii, conservati in esemplari unici, quale il Canone dei Faraoni (cat. 1874), la Mappa delle miniere (cat. 1899)[3], la pianta della Tomba di Ramesse IV (cat. 1885), il Registro di stato civile, ecc. Il gruppo letterario, distinto in base alla grafia ieratica curata, raduna in una accezione più larga anche i testi di indole magica, e si trova in pieno parallelismo con l'altra grande serie di papiri dello stesso luogo, che si ravvisa nella collezione Beatty. I punti comuni tra papiri di Torino e di Londra sono numerosi e tra le due raccolte esiste solo una piccola differenza di tempo. La biblioteca di Torino risale nella sua consistenza alla fine della XX dinastia, l'altra probabilmente al suo mezzo, ma i singoli documenti furono scritti in momenti diversi. L'immagine che si trae dal confronto del contenuto dei due archivi, appare tipica delle biblioteche, private e templari, dell'Egitto faraonico. Il quadro evocato dai papiri del Ramesseo, nella XIII dinastia [4] vi corrisponde largamente, ed ancora quello degli archivi di Illahun, alla fine della XII, nel contenere pure i documenti amministrativi. Anche la genesi delle medesime raccolte pare concordare nella riunione di copie ufficiali con compilazioni personali, nell'ambito di una larga casualità. Circa la costituzione dei libri, si nota l'associazione di testi diversi su unico manoscritto, anche se difficile diventa ricostruirne la successione se lo stato è frammentario. Peculiare poi di Deir el-Medina è l'adeguamento alle esigenze che poté avere un gruppo scelto di tecnici, riservati per un lavoro particolare, ma ad un livello sociale inferiore. Sotto il profilo letterario è però importante comprendere la nozione di "letteratura", che avevano elaborato le civiltà più antiche, di cui si coglie immediatamente l'aspetto pratico. Classici scolastici coesistono con manuali magici, in cui hanno pure rilievo le parti narrative; oppure opere di edificazione morale si associano a libretti del culto per gli dei locali e a scritti celebrativi del Faraone. Né mancano istruzioni per la confezione dei rimedi più varii o l'interpretazione di prodigi accaduti nei sogni e giorno per giorno. Taluni testi sono poi in diversi esemplari e ci sono molte mani di scriba. I papiri di Torino e di Londra non esauriscono certo la produzione legata a Deir el-Medina, ma altri documenti di vario genere sono stati trovati in diverse occasioni [5]. Non tutti provengono da archivio, ma, specialmente gli amuleti magici, posson derivare da uso personale [6]. Infine per quasi tutti mancano notizie sul luogo esatto del rinvenimento, ma il nascondiglio occasionale dei rotoli ha interesse secondario, una volta che se ne possa indurre l'origine probabile. Quasi tutti gli ostraca letterarii ed amministrativi di Deir el-Medina sono stati trovati senza alcun ordine preciso. I papiri stessi di Torino non appartengono necessariamente ad uno stesso archivio; il Rituale di Amenhotep I, diviso tra i musei di Torino e del Cairo, fu acquistato da E. Schiaparelli nel 1910. Al contrario non mi pare sicura la provenienza da Deir el-Medina supposta dall'editore del Calendario del Cairo, a causa delle convergenze con il pSallier IV, che è d'origine menfita, e delle divergenze dal pTorino CGT 54016 e dagli ostraca, che provengono invece senza dubbio dal villaggio degli operai [7]. Un confronto fra gli archivi presumibilmente unitarii di Torino e di Londra permette di dividere in sezioni il contenuto delle biblioteche. 1) Testi letterarii: Torino CGT 54014 (Massime di Ptahhotep) CGT 54015 (Storia di Sinuhe) CGT 54016 (Inno al Nilo; Insegnamento di un uomo a suo figlio) Cat. 1968+1890+1878 (Inno al Nilo) Cat. 1940+1941 (Poema di Thutmosi III: JEA, 41 (1955), pp. 64-66, cfr. SAK 27, 81-83) Cat. 54011 e cat. 1889 (Epistola satirica) Cat. 1966 (Canti d'amore: RdÉ, 43 (1992), pp. 133-143) CGT 54017 (Satira dei mestieri) CGT 54018 (Satira dei mestieri) CGT 54031 (Inno ad Ammone) Londra pBeatty I (Racconto di Horo e Seth, Canti d'amore) pBeatty II (Racconto di Verità e Menzogna) pBeatty III Verso (Poema di Qadesh) pBeatty IV (Inno ad Ammone, Testo sapienziale) pBeatty V verso (Inno al Nilo) pBeatty XVII (Epistola satirica) pBeatty XIX (Satira dei mestieri) pBeatty V (parafrasi di Massime di Ani) pIFAO (Massime di Ani; testi magici; lettere). Questi manoscritti di Torino e di Londra non comprendono certamente il repertorio completo, perché le opere letterarie attestate nel luogo si possono congruamente aumentare grazie ai suggerimenti degli ostraca, ed eventualmente di altri papiri pervenuti isolatamente. 2) Miscellanee: Torino Cat. 1882 verso (misc. Torino A) Cat. 1881 (misc. Torino B) Cat. 1917 (misc. Torino C) Cat. 2083 (misc. Torino D) Londra pBeatty V verso e pBeatty XVIII. È incerto in questo caso il rapporto con le altre più cospicue raccolte miscellanee che sono pervenute in celebri manoscritti, e con numerosi stralci su ostraca .[8]. 3) Testi magici: Torino CGT 54052 (Storia di Iside Maga) CGT 54076 (Leggenda di Anat) (CGT 54051) CGT 54055 (Libro contro un nemico) CGT 54056 (Libro di protezione) CGT 54057 (Libro di protezione) CGT 54016 verso (Calendario) (cfr. cat. 2104 e 1877) CGT 54058 (testi magici) CGT 54072 Londra pBeatty XI pBeatty VII pBeatty VIII pBeatty IX pBeatty III (Oniromanzia) pLeida I 348 pLeida I 343 + 345 4) Rituale (di Amenhotep I): Torino Suppl. 10125 (+pCairo 58030) CGT 54041 CGT 54042 (Rituale per Amonrasonter) (cat. 1902) Cfr. CGT 54044 (Rituale dell'apertura della bocca) CGT 54045 (Cat. 1876) Londra pBeatty IX 5) Eulogie: Torino Cat. 1882 recto CGT 54054 verso Cat. 1892+1893+1886 (Panegirico di Ramesse VII ed VIII, cfr. SAK 27, p. 65-71) Cat. 1865 e 1967 CGT 57001 (Panegirico di Ramesse IV) Londra pBeatty I verso (Panegirico di Ramesse V) 6) Ricettarii: Torino CGT 54060 CGT 54061 Londra pBeatty X pBeatty VI 7) Lettere: Lo stato della questione è considerato dalla pubblicazione di J. Černý, Late Ramesside Letters (Bibliotheca Aegyptiaca, IV), Brusselle 1939, che è un esempio eloquente della dispersione dei documenti. Benché in un senso diverso, anche gli ostraca, trovati in grande numero nell'area di Deir el-Medina, riflettono il carattere di frammenti, con identica mescolanza di esercizi scolastici e minute di atti quotidiani. Essi sono un prezioso documento indiretto per approfondire ulteriormente la dotazione libraria della comunità di Deir el-Medina. Per la sua importanza in rapporto all'allestimento del sepolcro regale, essa dovette costituire uno dei centri di cultura scribale meglio attrezzati, vicino ai grandi templi di Tebe. Riconducendo le informazioni degli ostraca al quadro bibliografico che hanno rivelato i papiri, si posson tentare i seguenti raggruppamenti di composizioni identificate, in prospettiva cronologica: 1) Testi letterarii: a. Massime di Hardedef: RdÉ, 9 (1952), pp. 109-117; 18 (1966), pp. 62-65; JEA, 68 (1982) 16-19; b. Massime di Ptahhotep: O. IFAO 1232-1233-1234; c. Storia di Sinuhe: J.W.B. Barns, The Ashmolean Ostracon of Sinuhe, Oxford 1952; cfr. B. van de Walle, La transmission des textes littéraires égyptiens, Brusselle 1948, pp. 68-69; d. Insegnamento di Amenemhat I: Helck, Kl. Äg. Texte; e. Satira dei Mestieri: ibidem; f. Inno al Nilo: ibidem; g. Libro della Kemit: O. IFAO 1109-1173; O. Torino; h. Insegnamento di un uomo a suo figlio: OrAnt, 8 (1969), pp. 189-208; RdÉ, 7 (1950), pp. 71-84; RdÉ, 8 (1951), pp. 184-185; H.-W. Fischer Elfert, Die Lehre eines Mannes für seinen Sohn; i. Panegirico reale: Posener, "Annuaire du Collège de France", 67 (1967/68), pp. 349-352 ; Idem, L'enseignement loyaliste, Ginevra 1976; j. Profezia di Neferti : Helck, Kl. Äg. Texte; k. Discorsi di Khakheperrasonb: O CGC; l. Storia di Khensemhab: Gardiner, Late-eg. Stories, pp. 90-91; m. Insegnamento di Amennakht: RdÉ, 10 (1953), pp. 61-72; BIFAO 93 (1993), pp. 31-52; A. Dorn, Die Lehre Amunnachts : ZÄS 131 (2004) 38-55; n. Massime di Ani: O. IFAO 1063; 1257-1258-1259; o. Insegnamento di Amenope; p. Inno ad Ammone (di Bulaq): O. IFAO 1224-1225-1226 e altri; O. Torino; q. Altri inni ad Ammone: O. Cairo SM; O. Colin Campbell 22; O. Brit. Mus. 5656 a; r. Canti d'amore: O. Cairo 25218+O. IFAO 1266; O. Lipsia 6; O. Gardiner 339; CGT 57317; s. Epistola satirica: Fischer-Elfert, Kl. Äg. Texte; t. Inno al Sole: O. Gardiner 302+342; u. Inno al sole nascente: CGT 57361; Appare una visione ampia, ma parziale, della letteratura egizia, che omette riferimenti anche a taluni racconti conservati su papiro, particolarmente neoegiziani. 2) Miscellanee: v. Scelta dei possibili riferimenti: RdÉ, 8 (1951), pp. 175-178; O. IFAO 1220; 1030; 1031; 1044; 1086; 1218; 1220; 1221; 1254; 1255; 1256; 1257; O. Petrie 6; 8; 33; 39; 72; O. Gardiner 25; 28; 45; 46; O. Nash 13; O. Bodleian Library, Eg. Inscr. 254; O. Queen's College, Oxford, 1116 verso; O. Firenze 2619. 3) Testi magici: w. Leggenda di Anat: due O. IFAO 1591 e pBeatty VII; x. Invocazioni: O. Gardiner 49; 300; O. Lipsia 42 [9]; JEA, 22 (1936), p. 165; y. pTorino Cat. 1995: O. Gardiner 30; O. Nash 14; O. IFAO 1046; 1048; 1263; z. pLeida I 343+345: O. Lipsia 17; (cfr. CGT 54072); aa. pLeida I 348: O. Michaelidis 97; O. IFAO 1216; (cfr. CGT 54058); bb. pBeatty V: O. IFAO 1213; cc. pBeatty VII: O. IFAO 1212; dd. pBeatty VIII: O. IFAO 1181; ee. pBeatty IX: O. IFAO 1642; 4) Rituale di culto (Amenhotep I) (e Rituale dell'apertura della bocca): ff. Torino CGT 57385; gg. O. Gardiner 31; hh. O. Gardiner 315; ii. O. Gardiner 307 + O. Michaelidis 67[10] (Atti del Rituale dell'apertura della bocca), cfr. CGT 54043 e 54044; jj. O. IFAO 1211 - O. Michaelidis 72; 5) Eulogie: kk. O. IFAO 1222-1223; O. Gardiner 305; 212; O. Petrie 22; O. Lipsia 23; ll. CGT 57001; 6) Ricettarii: mm. O. IFAO 1242 (afrodisiaci). Le ricette mediche rientrano nelle annotazioni contingenti, come quelle di carattere giuridico o privato. 7) Libro dei Morti: nn. cfr. O. IFAO 1632 (precetti negativi) e Naville (1886); ostraca del Louvre. Per aiutare il riferimento a quanto si è finora pubblicato dei documenti torinesi, spesso in forma poco maneggevole e non più pertinente, si aggiunge tabella delle concordanze tra il catalogo di A. Fabretti, F. Rossi, R.V. Lanzone, Regio Museo di Torino. Antichità egizie, Torino 1882, e le tavole di facsimili riprodotte in W. Pleyte, F. Rossi, Papyrus de Turin, Leida 1869-1876, con il rinvio a studi ulteriori. 1 1878 Urk. IV 1384 2-10 1881 LEM (Torino B); Allam,Urk.108-110 11-15 1877 (+2092) 16 1977 Bakir, Epist., tav. 26; 17-19 1882 JEA 41, p. 30; LEM (Torino A) 20-22 1886 23-25 1964 (CGT 54053) 26 1965 27-29 1876 29 1883 (+2095) 30 1978 31 1995 32-33 1879 verso del Papiro delle miniere 34 1894 Mat. IV 695 35-48 1880 RAD 45-58 49-50 1891 RAD 73-82 51-60 1887 61 1888 RAD 64-66 62-63 1889 Gardiner, Eg. Hier. Texts 64 1890 Helck, Kl. Äg. Texte, 4 65 1895 RAD 35-44 66-67 1896 Bakir, Epist., tav. 24 68-69 2008 Janssen, Two Ship's Logs 70 1897 71-72 1885 73-75 1882 LEM (Torino A) RAD 82-83; JEA 41, 76 1884 77 1995 78 1994 79-82 1966 Müller, Liebespoesie, p. 38 83 A 2007 Brugsch, Thesaurus, p. 1078 83 B 1940+1941 JEA 41, p. 64 84-85 1982 cfr. BIFAO 40, tav. 100-104; Hornung, Himmelskuh 86-89 1892+1893 ZÄS 53, p. 67 90 2004 91 2003 92-93 2005 Botti e Peet, Giornale 94-95 2001 Botti e Peet, Giornale 96-97 1895 RAD 42 98-99 2006+1961 100-101 2006 RAD 35-44 102-111 2002 (104-105: Allam, Urk. 132-133) 112-113 1981 Bakir, Epist., tav. 27 114-115 1974 (+1945) LRL 24 115-117 1972 LRL 4 118-125 1995 126-127 1975 LRL 22 128 1976 Bakir, Epist., tav. 26; Allam, Urk. 111 129-130 1973 LRL 2 131-138 1995 139-140 1983 Edwards, Decrees, tavv. 18-21 141-142 1989 Lieblein, Livre, n. 5 143 1990 Lieblein, Livre, n. 6 144 1969 verso del Papiro delle miniere 145 2031 Omlin, Der Papyrus 55001 146-147 1967 148-149 e 150 ostraca (cat.2162 e 2168) RdÉ 8, p. 182; CGT 57002, 57007 151-152 1999 Botti e Peet, Giornale 154 A 1882 RAD 82-83 154 B 1890 (+1968) Helck, Kl. Äg.Texte 155-157 1895 RAD 35-44 158 2000 Corrispondenze tra il Catalogo e K.A. Kitchen, Ramesside Inscriptions, vol. VI, pp.: 1879 vs 335-339 e 377 (cfr. nota 3) 1881 609-618 1882 70-76 1884 644-650 1885 58-60; 223-224; 424 1891 76-77; 636-637 1894 656-657 1900 619-624 1905 638-639 1906+2047/132+1939 624-630 1923+2073/146+2082/172+2083/180 367-368 1930/2050+2013 598-603 1976 598 2004+2007+2057/58+2106/390 650-652 2021+Ginevra D409 738-742 2034 865 2044 340-343 2049/141 633-636 2063+2105/364+2107/409+2105/358 655-656 2070/154 426-428 2071 637-644 2072/142 630-633 2074 608-609 2075+2056/55-56+2096/268 653-655 2084+2091 603-608 167+2087/219-198 639-640 2034 865 2094 865-868 2106+2107 868-869 Giornale della Necropoli, I 560-598 Pleyte-Rossi 104-105 244-245
Note[1] 1 Elenco di opere citate: Sch. Allam, Urkunden zum Rechtsleben im Alten Ägypten, Bd. 1, Tubinga 1973; A. Bakir, Egyptian Epistolography, Cairo 1970; S. Bickel e B. Mathieu, L'écrivain Amennakht et son Enseignement: BIFAO 93 (1993), pp. 31-52; G. Botti e T.E. Peet, Il giornale della necropoli di Tebe, Torino 1928; J.F. Borghouts, The Magical Texts of Papyrus Leiden I 348, Leida 1971; K.H. Brugsch, Thesaurus Inscriptionum Aegyptiacarum, Lipsia 1883-1891; H.-W. Fischer-Elfert, Die Lehre eines Mannes für seinen Sohn: eine Etappe auf dem «Gottesweg» des loyalen und solidarischen Beamten des Mittleren Reiches, Wiesbaden 1999; Idem, Ankunft des Königs: SAK 27 (1999) 65-71, 78, 81-83; J. Černý e A.H. Gardiner, Hieratic Ostraca, Oxford 1957; A.H. Gardiner, Egyptian Hieratic Texts, Lipsia 1911; A.H. Gardiner, The Chester Beatty Papyri N. 1, Oxford 1931; A.H. Gardiner, Chester Beatty Gift (Hieratic Papyri in the British Museum, Third Series), Londra 1935; A.H. Gardiner, Late Egyptian Stories (Bibliotheca Aegyptiaca, I), Brusselle 1932; A.H. Gardiner, Late Egyptian Miscellanies (Bibliotheca Aegyptiaca, VII), Brusselle 1937 (LEM); A.H. Gardiner, Ramesside Administrative Documents, Londra 1948 (RAD; J. Černý, Late Ramesside Letters (Bibliotheca Aegyptiaca, IX), Brusselle 1939 (LRL); Papyrus hiératiques de Deir el Médineh, t. I (a cura di J. Černý e G. Posener), Cairo 1978, t. II (a cura di J. Černý e Y. Koenig), Cairo 1986; I.E.S. Edwards, Oracular Amuletic Decrees of the Late New Kingdom (Hieratic Papyri in the British Museum, Fourth Series), Londra 1960; W. Helck, Kleine ägyptische Texte: 1. Der text der "Lehre Amenemhets I. für seinen Sohn«, Wiesbaden 1969; 2. Die Lehre des Dw3-Htjj, 1970; 3. Die Prophezeiung des Neferti, 1970; 4. Der Text des Nilhymnus, 1972; K.A. Kitchen, Ramesside Inscriptions, Historical and Biographical, vol. VI, Oxford 1984; J. Lieblein, Le livre égyptien "Que mon nom fleurisse«, Lipsia 1895; J. Lopez, Ostraca ieratici (Catalogo del Museo Egizio di Torino), Milano 1978-1984; J. Lopez, Le Verger d'amour: RdÉ 43 (1992), pp. 133-143; Adh. Massart, The Leiden Magical Papyrus I 343 + I 345 (OMRO, 34), Leida 1954 ; M. Müller, Die Liebespoesie der alten Ägypter, Lipsia 1899; Jos.A. Omlin, Der Papyrus 55001. Satirisch-erotische Zeichnungen und Inschriften, Torino 1973 ; G. Posener, Ostraca hiératiques littéraires de Deir el-Médineh, vol. I, Cairo 1938; II, Cairo 1951-1972. [2] S. Demichelis, Le project initial de la tombe de Ramses IV? Papyrus de Turin CGT 55002: ZÄS 131 (2004), pp. 114-133. Inoltre S. Demichelis, Le phylactère du scribe Boutehamon. P. Turin Cat. 1856: BIFAO 100 (2000), pp. 267-273. [3] J.A. Harrell e V.M. Brown, The Oldest Surviving Topographical Map from Ancient Egypt: (Turin Papyri 1879, 1899, and 1969): JARCE XXIX (1992), pp. 81-105; W. Havestreydt, A letter to the king relating to the foundation of a statue (P. Turin 1879 vso): Lingua Aegyptia 5 (1997), pp. 101-121 (già in Cerny, LRL, n. 27). [4] A.H. Gardiner, The Ramesseum Papyri, Oxford 1955: opere letterarie (Storia dell'Oasita, Storia di Sinuhe, Storia di Sisobk, Inni a Sobk, Onomasticon), trattati medici, rituali (papiro drammatico, liturgia funebre), numerosi testi magici, i "dispacci di Semna". F.Ll. Griffith, Hieratic Papyri from Kahun and Gurob, Londra 1898: opere letterarie (inni al Faraone, racconti frammentarii); trattati medici; testi legali (testamenti), inventarii, calendarii, ecc. [5] Numerosi papiri trovati dall'IFAO, cfr. RdÉ, 6 (1951), p. 42; 16 (1964), p. 38; "Kêmi". 17 (1968), pp. 1728; 20 (1970), pp. 7-18. Inoltre JEA, 15 (1929), pp. 243-258; 31 (1945), tavv. 8-12; MDAIK, 15 (1957), pp. 172-185. [6] Cfr. J. Černý, A Community of Workmen in the Theban Necropolis, Cairo 1973, pp. 335-336. [7] A. Bakir, The Cairo Calendar N° 86637, Cairo 1966, p. 1; G. Posener: RdÉ, 8 (1951), pp. 186-189. [8] Cfr. Gardiner, Late Eg. Miscellanies. A p. XIX il Gardiner suggerisce una possibile provenienza da Menfi del cat. 1882: potrebbe trattarsi di una intrusione antica o moderna nell'archivio di Deir el-Medina. Il pLansing fu invece scritto probabilmente a Deir el-Medina. Cfr. H.-W. Fischer-Elfert, Lesefunde im literarischen Steinbruch von Deir el-Medineh (Kl. Äg. Texte 12), Wiesbaden 1997, n. 7 p. 26-28. (frammenti di papiro a Torino non in Pleyte-Rossi). [9] Cfr. Edwards: JEA, 54 (1968), pp. 155-160. [10] G. Posener, Les ostraca numerotés et le Conte du revenant: Mélanges Korostovtsev: "Drevnij Vostok", 1 (1975), p. 109 e nota 21.
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