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"La città murata in Etruria". Atti del XXV Convegno di studi etruschi ed italici, Chianciano Terme-Sarteano-Chiusi, 30 marzo-3 aprile 2005, Fabrizio Serra Editore, Pisa - Roma 2008

"La città murata in Etruria". Atti del XXV Convegno di studi etruschi ed italici, Chianciano Terme-Sarteano-Chiusi, 30 marzo-3 aprile 2005, Fabrizio Serra Editore, Pisa - Roma 2008Dal secolo XV fino verso la metà del secolo XX l'attenzione degli scavatori e degli studiosi del mondo etrusco è stata principalmente rivolta ai reperti, nei tempi più antichi anche indipendentemente dai contesti di provenienza, e comunque alle tombe più che agli spazi urbani. Unica eccezione è la città presso Marzabotto, scavata nel secolo XIX, i cui resti però al principio furono interpretati come una vasta necropoli. Le cinte murarie, dove si erano conservate, costituivano l'unico aspetto urbano apprezzato da scavatori e studiosi, anche se in misura di gran lunga inferiore ai reperti. Negli ultimi tempi la situazione sta però cambiando e l'esplorazione archeologica di aree abitative o urbanizzate è sempre più frequente. Il tema di questo convegno dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, la città murata in Etruria, rientra in questa svolta. È un tema nel contempo vecchio e nuovo: vecchio, perché le mura sono fra le pochissime strutture architettoniche di area urbana superstiti del mondo etrusco, che hanno sempre attirato l'attenzione di persone interessate allo studio e alla conoscenza della civiltà etrusca; nuovo, perché le mura delle città etrusche non sono mai state materia di una ricerca sistematica e specifica, sebbene negli ultimi tempi la città sia diventata un parametro preferenziale nello studio delle civiltà antiche. Lavori sulle cinte murarie, con risultati proficui, sono stati fatti per i mondi greco, magno-greco, italico, romano, medievale. Con il presente convegno (dedicato alla memoria di Massimo Pallottino, ad un decennio dalla scomparsa) anche il mondo etrusco entra in questo novero: i numerosi contributi che qui si presentano (che vanno dall'analisi degli aspetti topografici e architettonici a quella delle funzioni ideologiche e religiose, dai centri urbani ai piccoli insediamenti fortificati distribuiti strategicamente nel territorio, dall'Etruria propriamente detta ai centri campani e padani) contribuiscono infatti all'acquisizione di nuovi, molteplici e validi elementi di giudizio per un'impostazione, la più corretta possibile, dei relativi problemi e per nuove prospettive d'indagine.










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