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Presentati alla stampa gli oltre 600 reperti ritrovati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Appartiene al complesso della Forma Urbis il principale reperto dei 618 pezzi rinvenuti grazie alle indagini del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Il frammento ritrovato č una porzione di un elemento di dimensioni maggiori in cui sono rappresentate parte di una scalinata e la pianta circolare del tempio di Minerva Chalcidica.
Si tratta di una riproduzione settecentesca della Forma Urbis di Settimio Severo, la grande pianta di Roma antica, incisa su lastre di marmo, realizzata in etą severiana su una parete del Tempio della Pace nell'ambito dei Fori Imperiali (203 - 211 d.C). Il frammento risulta irreperibile dal 1996, epoca in cui sia l'originale sia la riproduzione dovevano essere trasferiti dal Museo di Roma Palazzo Braschi al magazzino dell'Antiquarium Comunale del Museo della Civiltą Romana. E' possibile che la data della scomparsa sia riconducibile ad un periodo compreso tra il 1929-1930.

Per prevenire e monitorare la presenza di scavi clandestini e danneggiamenti di beni archeologici a Roma e su tutto il territorio laziale, il Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha attivato servizi di controllo dei siti archeologici maggiormente sensibili al fenomeno. In questo contesto, recenti attivitą di polizia giudiziaria - effettuate a Roma e nel sud della provincia tra i mesi di dicembre 2007 e gennaio 2008 - hanno evidenziato sottrazioni di reperti archeologici da alcune tra le aree della cittą pił ricche di testimonianze dell'epoca repubblicana.
L'operazione investigativa ha consentito il ritrovamento, oltre al frammento della Forma Urbis, anche di altri 618 reperti archeologici, alcuni di eccezionale importanza storico-artistica. Tra questi una statua funeraria acefala femminile - con mantello in nenfro del I secolo a.C., epoca repubblicana, probabilmente proveniente dall'antica Lavinium - un blocco in travertino, di epoca tardo repubblicana, sul quale appare un'iscrizione che si riferisce a una via porticata che conduceva al Foro romano; un cippo di epoca imperiale con iscrizione in latino dedicata a Giove Sabazio; una lastra in marmo, con iscrizione in greco dedicata a Eracle, figlio di Zeus.

Dunque un'ennesima e vincente operazione di recupero del patrimonio artistico e storico di Roma. Gią nel 2006 i Musei Capitolini e Villa Torlonia avevano festeggiato il ritorno a casa di due importanti sculture - una statua acefala di togato ed una testa marmorea - da dove mancavano dagli anni '80.
Oggi, con questi recenti ritrovamenti del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale vengono riconsegnate alla cittą opere d'arte che saranno cosģ restituite alla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e ai cittadini per la fruizione comune di un bene collettivo.

Fonte:
Ufficio Stampa Zčtema Progetto Cultura







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I reperti presentati alla stampa - Foto Zčtema
I reperti presentati alla stampa - Foto Zčtema