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Archeologia e riforma del lavoro

L'Associazione Nazionale Archeologi incontra durante la X Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum i favori di esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e dei media, ed ha promosso una serie di dibattiti sul lavoro dell'archeologo.
Si riporta di seguito il documento elaborato nel corso delle riunioni tenutesi sul tema, cortesemente fornito dall'Associazione Nazionale Archeologi.

Simona Salmieri, vicepresidente regionale della Campania, ha affermato l'assurdità che in Italia la professione di archeologo non esista e ha sottolineato a Piero Angela, autore e conduttore televisivo, che è stato premiato quest' anno alla Borsa, quanto fondamentali siano i media; essi infatti devono rendere note tutte le problematiche relative a questa professione.

Il convegno "Beni Culturali e mondo delle professioni", organizzato e promosso dall'ANA ha descritto il profilo occupazionale dell'archeologo in diverse regioni d'Italia.
«50.000 sono gli operatori nei beni culturali,- dichiara Pietro Valentino, economista e autore di
" I Beni Culturali. Il gigante nano" e vicepresidente dell'associazione Civita - ma di questi soltanto 365 sono archeologi, aumentati negli ultimi venti anni soltanto di 14 unità. Un numero irrisorio se si rapporta ad essi i 5000 professionisti che lavorano nel totale anonimato e i 3200 laureati in materie archeologiche che conseguono la laurea presso le università italiane ogni anno. Soltanto 5 su 100 troveranno lavoro nei ministeri».

«Vi è una discrepanza tra i beni conosciuti ed i beni fattivamente tutelati- afferma Gian Pietro Brogiolo, docente presso l'Università di Siena e di Padova-. E' la Toscana con il 4% la regione in cui si esercita una maggiore attività di tutela archeologica, contro l'1% della Sicilia e di altre regioni italiane.
La conoscenza del territorio e della quantità dei beni archeologici italiani è assolutamente irrisoria e frammentaria».
«Soltanto chi sa, deve fare, perché l' archeologo non ha solo le competenze per condurre uno scavo archeologico, ma sa applicare moderne tecnologie ad un territorio ancora poco conosciuto, sa far risplendere tutti quei ritrovamenti che giacciono abbandonati nei depositi» sottolinea Massimo Osanna, direttore scuola di specializzazione di Archeologia, Università della Basilicata e Soprintendente archeologo della Basilicata.

Ed infine, «Nonostante l'incremento dell'attività di tutela archeologica negli ultimi trent'anni data dall'istituzione del Ministero, attualmente il numero degli ispettori archeologi è assolutamente esiguo rispetto alle esigenze del nostro ricco paese» sostiene Maria Luisa Nava, soprintendente archeologo di Napoli e Caserta.

L'ANA è il solido strumento per creare un dialogo costante tra il mondo dell'archeologia e le esigenze del mercato del lavoro. « Durante l'ultimo colloquio con il sottosegretario ai Beni Culturali, Danielle Mazzonis, abbiamo proposto di aumentare il numero di posti per gli archeologi nella finanziaria del 2008- dichiara Tsao Cevoli- presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi- .Tra i 100 posti che andranno ad aumentare l' organico dei ministeri, soltanto 15 saranno i nuovi archeologi, contro un' ampia fetta di professionisti iper - specializzati che da oltre 30 anni attendono di poter aver riconosciute le loro competenze. Ma questo non è di certo l'unico intento prefissatosi dall' Associazione Nazionale Archeologi.
La creazione di un elenco-anagrafe in ogni regione italiana sarà l'impegno costante dell'ANA. Un elenco, però, che sappia rispettare dei parametri omogenei in tutta Italia con cui individuare le mansioni di ogni archeologo. L'ANA vuole raggiungere un'unità nazionale».

Tutti i convenuti sono stati, dunque, d'accordo ad affermare la necessità di un riconoscimento professionale che sappia inquadrare i professionisti archeologi sulla base delle qualifiche raggiunte durante i lunghi anni di studi e per dare finalmente condizioni lavorative migliori a chi lavora da anni per tutelare conserva e valorizzare il nostro grande patrimonio archeologico.

Associazione Nazionale Archeologi
Ufficio Stampa
Mail: ufficiostampa@archeologi.org