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Serra Aiello. Alla ricerca di Temesa - Ricomincia la seconda campagna di scavi della Soprintendenza Archeologica per la Calabria

Sommario

  1. Serra Aiello
  2. La storia degli scavi
  3. La campagna di scavo 2005

La storia degli scavi

Le ricerche di Temesa iniziano nel 1924 con Paolo Orsi, primo soprintendente archeologico della Calabria, che recupera alcuni reperti bronzei provenienti da Pantano di Cleto e da Serra d'Aiello, ora custoditi nel Museo archeologico di Reggio Calabria e nel Museo civico di Cosenza. Nella fattispecie: una punta di lancia, una spada di tipo Terni, un fodero di tipo Veio, un sauroter, una fibula a quattro spirali, una fusaiola in bronzo finemente decorata, fibule varie, un pendaglietto a forma di quadrupede; testimonianze di corredi funerari dell'età del ferro. Ancor prima, nel 1916, lo stesso Orsi aveva acquisito da privati un frammento di spada ad antenne, proveniente da Nocera Terinese, a poca distanza dal territorio di Serra.
In anni recenti, l'indagine archeologica riesuma alcuni frammenti ceramici dell'età del bronzo e della prima età del ferro (1984). Nel 1995, in particolare, viene portato alla luce il santuario di Imbelli (VI–V sec. a.C.) in cui si conservavano, tra gli altri oggetti recuperati, uno scettro in bronzo ed un frammento di elmo crestato etrusco, segno evidente, quest'ultimo, della grande vitalità di scambi commerciali con popolazioni vicine e lontane.
I successivi ritrovamenti dell'agosto del 2003, avvenuti durante la prima ricognizione topografica - sostenuta dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, dall'Università di Napoli (Federico II), e dal Gruppo Archeologico Alybas di Serra d'Aiello -, hanno rafforzato la certezza che il Comprensorio preso in esame custodisca il "segreto di Temesa".
Grande importanza riveste pure l'acquisizione da privati da parte del gruppo Alybas di alcuni reperti, tra questi una impugnatura di spada ad antenna del IX-VIII sec. a.C., poi consegnati alla Soprintendenza ed oggetto di presentazione durante il XLIII Convegno internazionale sulla Magna Grecia tenutosi a Taranto e Cosenza nel 2003, da parte della già Soprintendente per la Calabria dott.ssa Lattanzi.
Nel corso del 2004, con la prima campagna di scavi, terminata a giugno, e finanziata dalla stessa Soprintendenza archeologica calabrese, erano state portate alla luce (in un'area di circa 200 mq), in località Chiane, 14 sepolture a fossa (all'interno corredi vascolari, fibule, gioielli d'ambra, punte di lancia, sauroter, ed un disco d'oro di fattura etrusca), con uno scarto cronologico databile dalla fine del IX alla fine dell'VIII secolo a.C. La scoperta - illustrata poi a Serra Aiello dagli archeologi Luigi La Rocca e Fabrizio Mollo – ha dimostrato chiaramente la presenza di un insediamento della prima età del ferro sulle alture del bacino del fiume Oliva. Un centro ricco e vitale di commerci e - per l'utilizzo del ferro già nel IX secolo a.C., prima ancora dell'arrivo dei greci avvenuto nell'VIII secolo a.C. - di importanza politica notevole.

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I Pianori di Serra
I Pianori di Serra

Una tomba a fossa, ritrovata durante la campagna scavi 2004, presso località Chiane
Una tomba a fossa, ritrovata durante la campagna scavi 2004, presso località Chiane