Redazione Archaeogate, 16-10-2003 -
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Presentazione
Dall'1 settembre al 20 ottobre si è svolta la seconda campagna di scavi nel sito di Egnazia, preceduta da diverse attività, relative alla definizione della documentazione dello scavo del 2001, svoltesi nel periodo aprile-maggio e tra il 13 e il 20 luglio. Il Progetto Egnazia: dallo scavo alla valorizzazione è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Bari, diretto dalla prof.ssa Raffaella Cassano, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, il Museo Nazionale Archeologico di Egnazia, il Comune di Fasano.
Il progetto, organizzato su base pluriennale e in ambito interdisciplinare, prevede la definizione di attività di scavo stratigrafico e di ricognizione e classificazione preliminare dei reperti conservati nei depositi del Museo e provenienti dagli scavi precedenti, e la musealizzazione degli stessi. L'intervento, che consiste in un campo didattico archeologico, coinvolge circa cinquanta allievi dell'Ateneo barese (iscritti ai corsi di laurea in Lettere e in Scienze dei Beni Culturali, di specializzazione, di dottorato) e 23 Studenti del 'Liceo Classico Q. Orazio Flacco' di Bari, iscritti al Corso sperimentale in Beni Culturali. L'indagine sul campo sta interessando la zona a W del cosiddetto 'foro', dove sono stati già impostati e, in questa campagna, ampliati due saggi di scavo per un'estensione complessiva di ca. mq 1000: la ricerca è tesa a verificare la consistenza della maglia urbanistica della città romana e tardoantica in connessione con l'importante piazza lastricata e porticata e con l'asse della via Traiana. In tal senso è stato affidato al dott. Vincenzo Di Grazia l'incarico per effettuare prospezioni geomagnetiche nell'area interessata dalle indagini archeologiche in corso, su una superficie effettiva di ca. mq 6000, i cui risultati sono in fase di interpretazione. La definizione del rilievo cartografico è stata inoltre perfezionata attraverso l'impostazione di una base topografica ('poligonale') attorno all'area di scavo successivamente georeferenziata alla tavoletta IGM.
Nel saggio 02.I si sta approfondendo ed estendendo l'indagine di una serie di strutture murarie pertinenti ad ambienti che s'impostano sull'area plateale tardorepubblicana e ne determinano la riorganizzazione in periodi successivi, fino all'abbandono definitivo ed allo sfruttamento agricolo della zona da fissare verosimilmente al primo Medioevo. Da notare che la possente struttura del cosiddetto 'foro' sembra aver determinato nel tempo le modalità di frequentazione dell'area, sicché probabilmente la sua forte consistenza ne suggerisce il riuso sin dalla tarda età imperiale - e poi nel periodo altomedievale - con l'impostazione di muri che sfruttano, appoggiandosi, l'analemma occidentale e riutilizzano conci e addirittura rocchi di colonne del portico. Nel saggio 02.II si sta approfondendo l'indagine di una serie di ambienti prospicienti, verso W e S, il tratto urbano della via Traiana già individuato nel 2001 per circa m 10. L'asse viario d'età imperiale appare sconnesso, presenta lacune e risulta fortemente modificato da un grossolano rifacimento: questa situazione probabilmente è pertinente ad un riutilizzo in età tardoantica sia del percorso stradale, rialzato e regolarizzato, sia dei vani ad esso legati e connessi ad un vasto ambiente absidato aperto a S: l'indagine non ha potuto chiarire ancora la funzione di queste strutture.
A supporto dell'impegno scientifico e didattico sul campo e nel deposito del Museo, come per la campagna del 2001, sono state previste attività di valorizzazione e di gestione del patrimonio archeologico egnatino, che coinvolgono ampiamente tutti gli studenti. È stata organizzata dunque la mostra La Traiana di Egnazia: la via racconta la vita, inaugurata il 20.10.02, in uno alla manifestazione di chiusura della campagna di scavo del 2002, presso il Museo egnatino. Alla cerimonia sono intervenuti Giuseppe Andreassi (Soprintendente Archeologo per la Puglia), Giovanni Girone (Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Bari), Vito Ammirabile (Sindaco di Fasano), Angela Cinquepalmi (Direttore del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia), Assunta Cocchiaro (Direttore Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia), Raffaella Cassano (Università degli Studi di Bari, Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del 'Progetto Egnazia').